Bizjak, continua la dinastia dell'autoscuola: le redini al giovane Stefano «Nel 2016 sarò papà»

Intervista con piccolo scoop da parte di Stefano, che diventerà papà, dando continuità alla dinastia indissolubilmente legata al mondo delle autoscuole (una in centro, in via Milano e una ad Opicina): «Domenica inaugurata la nuova sede, intreccio di futuro e tradizione, feedback dei nostri amici-clienti eccellente»

Sono già passati 60 anni da quando due giovani, Massimiliano e Nerea Bizjak aprivano la prima autoscuola Bizjak in centro città (successivamente una seconda ad Opicina, tutt’ora aperta, dopo un periodo di chiusura) ma il tempo nella storica sede di via Milano sembra non essere passato. È proprio Stefano, che ha preso, assieme alla sua gentil consorte (e futura mamma, ma su questo ritorneremo successivamente), in mano le redini della struttura ereditata da papà Walter e mamma Dilva (che a loro volta erano succeduti al nonno di Stefano). Passano gli anni insomma, ma non tramonta la passione per le due e le quattro ruote (e relativo insegnamento) da parte della famiglia.

«Nessuno mi ha obbligato a lavorare qui – riferisce Stefano – è stato tutto molto naturale. Sin da piccolo avevo la passione per le auto – ereditata sicuramente da papà Walter – e già a circa 18 anni, mentre ancora frequentavo le superiori – aiutavo mio papà e mamma qui in sede.  Assieme a me, fino alla fine del 2015, c’era anche mia sorella Barbara, che, causa recente trasferimento da Trieste, non può più seguire l’autoscuola. Lla famiglia non si confina a noi consanguinei, ma si allarga a tutto lo staff che lavora e collabora con noi, per 13 persone. Un’armonia, un’amicizia e un grande affetto che ben traspare anche all’esterno, creando quell’armonia e quegli equilibri che ti permettono di lavorare sempre al massimo in condizioni ottimali e questo, mi preme sottolineare, viene apprezzato dalla nostra affezionata clientele, che si sente anch’essa parte di questo tutto. Sono molteplici le famiglie diventate nostre clienti, così come le generazioni si alternano alla guida dell’autoscuola, allo stesso modo i clienti si alternano come allievi, prima i nonni, poi i papà, ed ora i nipoti. Tutti i nostri dipendenti sono triestini, moltissimi i giovani, l’età media e molto bassa, per noi questo è importante, in quanto l’età degli iscritti ovviamente si aggira sui 18-20 anni ed hanno più facilità di rapportarsi con i diversi dipendenti dell’autoscuola quando questi sono poco più che coetanei». Bizjak 02-2

«Il 2016 – continua Stefano – è l’anno del sessantennale dell’autoscuola e lo vogliano festeggiare nel migliore dei modi. Detto della grande festa per l’inaugurazione di domenica scorsa, alla presenza di decine di nostri iscritti ed ex allievi, oltre che del dj e di tante sorprese, a coloro che si iscriveranno durante quest’ anno avranno alcune lezioni, compreso uno stage, compreso nel prezzo senza dover sborsare ulteriore denaro. Un piccolo grande regalo che vogliamo fare a tutti coloro che ci vogliono bene e ci seguono. La sede è stata completamente rinnovata, così come il nostro logo. All’interno della struttura di via Milano sono presenti diversi reperti presenti nella primissima sede di 60 anni fa, un tocco vintage, peraltro molto di moda al giorno d’oggi, ma che vuol proprio significare il forte radicamento dei nostri predecessori, che hanno contribuito in modo determinante alla buona riuscita dell’attività ed al suo radicalmente sul territorio. Certo, non mancano gli elementi innovativi (vedi ad esempio l’arena dove vengono svolte le lezioni, nessun poster di segnali stradali attaccato alla parete, ma soltanto un videoproiettore con telo dove vengono proiettati le diverse diapositive e immagini durante le lezioni). Questo modo innovativo di intendere le aule studio, ha fatto si che si creasse un ambiente ideale per apprendere, ma anche per fare amicizia e creare nuove relazioni. Sono state numerose le coppie che si sono formate in aula, con amori che durano tutt’ora, coppie ovviamente molto legati alla nostra autoscuola, nido del loro amore. Le vetrine, inoltre, le abbiamo volute dedicare ad alcuni nostri sponsor amici, che ciclicamente potranno proporre la loro attività. Abbiamo iniziato con Radio Taxi, che recentemente ha festeggiato i 40 anni di attività, poi ci sono gli istagrammers di Gt Style  (intervistati da Triesteprima),  mentre nella terza abbiamo proposto le nostre diverse auto utilizzate nella guida in questi anni, tutti i modelli che si sono succeduti con i banners attaccati sopra, marchio di fabbrica della nostra scuola, i cui mezzi sono assolutamente riconoscibili anche a distanza.  Ma non è tutto il 2016 sarà anche l’anno che vedrà la luce la quarta generazione di Bizjak. La mia compagna Maila, darà alla luce un bambino (ma non vogliamo sapere se maschio o femmina), così la nostra dinastia potrà continuare (anche da parte di Barbara un nascituro ndr.)».

Bizjak 03-2«Sono stati diversi i ragazzi – sottolinea Stefano -  che mi hanno chiesto consigli e informazioni per aprire un’attività, alcuni ci sono riusciti con ottimi risultati, altri, un po’ per inesperienza, un po’ perché troppo pretenziosi, magari un po’ troppo presuntuosi, non sono riusciti nel loro intento. Ciò che io consiglio prima di tutto è quello di informarsi approfonditamente a ciò che si va incontro, al tipo di attività che si vuole aprire, ai costi e benefici, ai rischi. Solo dopo un’attenta analisi di tutto ciò, consapevoli di ciò che si va incontro, allora si può iniziare l’avventura. Purtroppo questa fase se proprio non viene saltata, viene affrontata con troppa faciloneria. A Trieste, se vogliamo dirla tutta, non mancano le possibilità imprenditoriali, ciò che manca probabilmente è l’originalità di un’attività nuova. Si tende ad andare sul “sicuro” (che non vuol dire successo assicurato), semplici copia e incolla che poco aggiungono a ciò che c’è già. Anche su questo andrebbe fatto un approfondimento ed un indagine di mercato».

«Le ragazze – conclude – sono più attente e diligenti durante le ore di lezione, mentre nella pratica i ragazzi hanno maggiore facilità alla guida, anche se magari non prestano troppa attenzione ai segnali, ed una guida talvolta un po’ troppo sportiva. Invece le ragazze seguono il codice della strada quasi alla lettera, rispettando tutte le regole. In generale però l’atteggiamento dei triestini nei confronti del codice della strada è positivo, in questo la mentalità asburgica la fa ancora da padrone. Faccio un esempio, tutti vanno in giro con il casco mentre sono alla guida dello scooter, piuttosto che con la cintura di sicurezza allacciata. Ciò non succede proprio ovunque in Italia».

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