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Cronaca

Boicottaggio Sodastream, Ziberna (FI) «Il Comune discrimina le aziende israeliane?»

Il consigliere di Forza Italia Rodolfo Ziberna presenta un'interrogazione alla Giunta regionale per avere chiarimenti sul boicottaggio della ditta israeliana: «La sezione Bds-Trieste avrebbe chiesto e ottenuto dall'assessore Laureni di bloccare gli affari con la Sodastream per i distributori pubblici dell’acqua. La Serracchiani ne è a conoscenza?»

Il Comune di Trieste avrebbe boicottato per ragioni politiche un’azienda israeliana, addirittura su espressa richiesta di un movimento che avrebbe legami con associazioni integraliste e terroristiche: è su questo fatto, denunciato dal sito ilfattoquotidiano.it, che il vicecapogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Rodolfo Ziberna, intende fare chiarezza con una interrogazione rivolta alla presidente della regione Debora Serracchiani ed all’assessore eventualmente competente.

«Sulla pagina on-line de Il Fatto Quotidiano il 29 dicembre – rende noto Rdolfo Ziberna - è stata pubblicata la notizia secondo cui l’ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gillon avrebbe scritto una lettera al sindaco di Trieste Roberto Cosolini con l’invito a togliere il patrocinio del comune al convegno internazionale “Palestina tra diritti negati e prospettive future”, organizzato dalla Onlus Salaam ragazzi dell’Olivo e che aveva tra i relatori anche una attivista per i diritti umani impegnata nella sezione italiana del movimento Boicottaggio Disinvestimento Sanzioni (Bds), sotto il quale si celerebbero numerose organizzazioni radicali e che avrebbe relazioni con organizzazioni terroristiche».

«Nella missiva del 16 novembre scorso, peraltro pubblicata integralmente, vengono citate la parole del premier Matteo Renzi al parlamento israeliano “Chi boicotta Israele, boicotta se stesso”». «Ma nel medesimo articolo - aggiunge il consigliere regionale di Forza Italia - viene reso noto che a novembre del 2013 la sezione Bds-Trieste avrebbe chiesto e ottenuto dall’assessore all’ambiente Umberto Laureni di bloccare gli affari con la ditta israeliana Sodastream per i distributori pubblici dell’acqua».

«Sodastream si trovava illegalmente sui territori palestinesi occupati e per questo è un obiettivo del boicottaggio. Stando alla relazione presentata al Congresso Usa (sull’impatto del Bds) da Daniel Birnbaum, amministratore delegato dell’azienda, sono andati persi contratti per 70 case dell’acqua per milioni di euro, “a causa del Bds e della reazione del Comune di Trieste».

«Per questa - annuncia Rodolfo Ziberna - ho depositato una interrogazione rivolta alla presidente Debora Serracchiani per sapere se fosse a conoscenza di quanto accaduto, se qualche componente dell’amministrazione regionale fosse stato a conoscenza o addirittura coinvolto all’epoca nella decisione, se risulta che altri comuni della regione abbiano adottato decisioni discriminanti verso aziende israeliane e che misure intenda adottare nei confronti del Comune di Trieste e di chi ha subito danni dall’azione citata».

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