Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Piazza Unità d'Italia

Giovanna Botteri a Link Festival: “Le donne hanno cambiato il giornalismo di guerra”

Incontro tutto al femminile al festival del giornalismo con la reporter triestina, Federica Sciarelli di ‘Chi l’ha visto’ed Emma D’Aquino del Tg1, che si sono confrontate sulla situazione della donna in Afghanistan e nel mondo del giornalismo. Si è parlato anche di No – vax:“Non credono più ai giornalisti, dobbiamo riprenderci la credibilità”

Giovanna Botteri, Federica Sciarelli ed Emma D’Aquino a Trieste per parlare di donne e giornalismo: un incontro che ha avuto luogo oggi a Link Festival in piazza Unità. La situazione delle donne nel mondo diventa più attuale che mai con la crisi afghana, dove i diritti della popolazione femminile diventano la cartina tornasole del grado di civiltà del regime talebano. Ma la parità di genere dev’essere tenuta sotto controllo anche nel mondo occidentale, dove nonostante i progressi degli ultimi decenni sopravvivono forme di discriminazione, che riguardano anche il mondo del giornalismo, un ambito in cui le donne hanno portato enormi contributi in termini di narrazione del reale. Di questo si è parlato nell’evento ‘Giornalismo, la forza delle donne’, moderato dal presidente dell’Ordine dei giornalisti Cristiano Degano.

La reporter triestina ha esordito raccontando storie di donne e di guerra: “Le nostre colleghe afghane hanno avuto vent’anni fa per la prima volta la possibilità di studiare e hanno realizzato il loro sogno di diventare giornaliste e raccontare cosa succedeva nel loro paese. Le donne hanno approfittato più di tutti di questo spiraglio che si è aperto, una grande occasione per liberarsi. Purtroppo un giorno si sono presentate sul posto di lavoro ed è stato detto loro‘meglio se torni a casa se tieni alla vita”. 

Secondo Federica Sciarelli, conduttrice di ‘Chi l’ha visto’:“In Afghanistan si rischia di ripiombare nel buco nero di un ritorno al medioevo. Le donne dovrebbero occupare l’Afghanistan con la visibilità e il sorriso, con il loro vestito, la loro libertà e i capelli al vento, sarebbe un’aggressione fortissima. Noi di ‘Chi l’ha visto’stiamo raccontando la storia di una ragazza che è stata fatta sparire perché non voleva portare il velo e sposare il cugino più grande. Tutto il mondo dovrebbe farsi carico di queste situazioni”.

Secondo Emma D’Aquino del Tg1 “Uno dei criteri secondo i quali si valuterà se trattare o meno coi talebani sono i diritti delle donne, che saranno termometro di civiltà. L’unico modo per aiutarle è mantenere accesi i riflettori sulla loro rivoluzione silenziosa”.

Degano ha poi esposto alcuni dati relativamente alla posizione delle donne nel mondo del giornalismo: “Tra i giornalisti le donne sono il 40%, il 50% tra i giovani under 35. Per quanto riguarda le posizioni dirigenziali, tuttavia, la percentuale femminile si abbassa drasticamente”.

Botteri ha quindi sottolineato l’importanza delle donne nel giornalismo di guerra: “In un ambiente maschile con una narrazione maschile, noi donne abbiamo cambiato radicalmente la narrativa e abbiamo raccontato la guerradal punto di vista di chi non la fa ma la subisce. Rappresentiamo oltre la metà del mondo e con la nostra determinazione riusciamo a rappresentare la realtà attraverso il nostro cuore, influenzando l’altra metà e a volte anche cambiandola, rendendola forse migliore.

Non sono mancate digressioni sul fenomeno dei no – vax, che secondo Botteri “hanno smesso di credere nei dati diffusi dai giornalisti, per questo dobbiamo recuperare con le unghie e coi denti la forza della verità e la nostra credibilità. Le nostre colleghe afghane lo fanno rischiando la vita”. Sul futuro del giornalismo, infine, Giovanna Botteri si è dichiarata fiduciosa in una “mediazione tra la scrupolosa verifica dei fatti giornalismo ‘vecchio stampo’e i social, che possono essere una straordinaria espressione di libertà”.

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