Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

Botulino nel Rio Ospo, niente più pericolo: revocata l'ordinanza

Arriva l'ordinanza del Comune di Muggia che revoca i divieti di cui era stata protagonista l'area del Rio Ospo

È stata firmata proprio questa mattina, 3 maggio,  l’ordinanza del sindaco del Comune di Muggia Laura Marzi che revoca i divieti di cui era stata protagonista l’area del rio Ospo.

Era settembre, infatti, quando alla luce dell’evidente sussistenza di un rischio per la popolazione e per gli animali domestici che si nutrissero di animali (uccelli, pesci o larve di invertebrati) in cui la neurotossina botulinica tipo C era presente in concentrazioni elevate, ai fini di preservare la salute dei cittadini e degli animali da ogni possibile conseguenza derivante dalla presenza di predetta neurotossina, il Comune di Muggia, richiamando la comunicazione dell’ASUITS – Servizio Sanità Animale, Igiene degli Allevamenti e delle Produzioni Zootecniche, aveva disposto un’ordinanza.  Un provvedimento che chiariva da subito di aver valenza sino a che non fossero emersi nuovi elementi. Fino a quando, infatti, le condizioni climatiche -le temperature elevate e lo scarso ricambio delle acque nel torrente Rio Ospo- avessero mantenuto elevato il rischio di sviluppo di Clostridium Botulinum con conseguente presenza di neurotossine botuliniche negli animali acquatici ed in quelli che su di essi basano il loro ciclo alimentare, il provvedimento non sarebbe potuto essere revocato.

Un divieto che coinvolgeva le aree corrispondenti al letto del torrente Rio Ospo, i suoi argini, le aree immediatamente adiacenti utilizzate a scopi diportistici fino alla foce, comprendendo altresì le aree del parco urbano denominato “Rio Ospo” e le aree interrate del c.d. “Molo Balota” e che ora viene a decadere grazie alla revoca dell’ordinanza sindacale alla luce del fatto che - si legge nel documento- “da tempo non si segnalano rinvenimenti di avifauna morta o malata nelle aree circostanti il comprensorio comunale afferente il letto del Rio Ospo, i suoi argini, le aree limitrofe utilizzate a scopi diportistici fino alla foce e le aree interrate del c.d. “Molo Balota” da parte di cittadini/residenti e/o Enti preposti al controllo territoriale della Vigilanza Faunistica e Venatoria in primis il Corpo Forestale dello Stato” e “visto che, in considerazione dell’abbassamento delle temperature e dell’aumento della piovosità con il conseguente certo ricambio delle acque del torrente Rio Ospo, non sussistono più le condizioni ambientali che hanno favorito lo sviluppo della neurotossina botulinica negli animali acquatici ed in quelli che su di essi basano il loro ciclo alimentare”.

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