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Foto di repertorio: Aiello

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Comunità Slovena: tensione tra le associazioni e il Comune su un quaderno didattico per bambini

Il materiale, in sloveno, non è stato distribuito nelle sezioni slovene delle scuole d'infanzia comunali di Trieste, unico caso in Fvg. Skgz e Sso: "Per il Comune è lingua di serie B? Stanno valutando da gennaio". Brandi: "Impegni Covid. Essendo solo in sloveno necessaria traduzione"

Tensioni in corso tra due associazioni della comunità slovena e l'Amministrazione comunale: la questione verte su un quaderno didattico in lingua slovena che non è stato distribuito nelle scuole per l’infanzia comunali di Trieste. Un caso unico in regione, segnalano le due associazioni di riferimento della comunità, ossia l’Unione Culturale Economica Slovena (Skgz) e la Confederazione delle organizzazioni slovene (Sso), che fanno notare come nelle province di Trieste, Gorizia e Udine il quaderno sia stato distribuito a gennaio a tutti gli alunni delle scuole primarie e dell'infanzia con lingua d'insegnamento slovena. Motivo per cui le associazioni si chiedono “se la cultura e la lingua slovena non siano considerate di serie B dal Comune di Trieste”.

Il quaderno, strumento che ha l’obbiettivo dichiarato di superare l’isolamento dei giovani in pandemia, raccoglie i contenuti dei programmi in sloveno per bambini che sono stati trasmessi dalla Rai regionale. Una pubblicazione in collaborazione con le riviste per bambini Pastir?ek e Galeb, il Primorski dnevnik e l'Istituto sloveno di ricerche. Ai genitori, invece, è stato distribuito un opuscolo informativo dal titolo “L’infanzia bilingue, istruzioni per l’uso”, ovviamente in italiano e sloveno.

La richiesta di portare il progetto anche nelle sezioni slovene delle scuole dell'infanzia comunali di Trieste a San Giovanni, Gretta e al Dijaški dom, informano le associazioni, è da gennaio in attesa di valutazione da parte dell’assessore Brandi. Domanda che è stata anche portata in Consiglio Comunale dai consiglieri del Pd Valentina Repini e Igor Švab ma, dichiarano Skgz e Sso, “l'assessore ha replicato le considerazioni già esposte nella lettera di risposta all’SKGZ indugiando sui toni della lettera dell’SKGZ e senza dare in entrambi i casi rassicurazioni sull'avvio del progetto”.

Contattata al telefono l’assessore Brandi conferma quanto scritto nella suddetta lettera, che parla di ritardi dovuti all’emergenza Covid, oltre alla necessità, da parte del Comune di valutare i contenuti del materiale. “Se nulla osta per la brochure bilingue – scrive Brandi -, trattandosi di materiale informativo destinato ai genitori, il discorso è diverso per “il libro di esercizi per bambini”, pubblicato esclusivamente in lingua slovena, che si propone quale strumento per l’attività didattica delle scuole dell’infanzia e, in quanto tale, deve poter essere, nel caso, assunto dall’amministrazione comunale che lo propone i collegi docenti delle scuole coinvolte, previa valutazione della sua compatibilità con i Pof di struttura nei quali, scuola avviata, non può ovviamente essere stato ricompreso”.

L'Skgz commenta precisando che “il Comunedispone nell'ambito delle strutture dell'Amministrazione di traduttori, il che consentirebbe la traduzione in italiano del quaderno didattico per la valutazione”.La presidente Ksenija Dobrila esprime inoltre dei “dubbi sulla pratica consolidata dell’assessorato secondo la quale spetta personalmente all’assessore il compito di porre un filtro ai materiali da distribuire ai bambini che frequentano le strutture comunali”.

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