Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Muggia - San Dorligo

La zona franca "regala" migliaia di nuovi posti di lavoro: è il giorno della British American Tobacco

La BAT ha scelto FREEeste, la zona franca insediata nel comune di San Dorligo della Valle/Dolina. L'investimento fino a 500 milioni di euro, in arrivo migliaia di posti di lavoro. Ecco perché il colosso da 25 miliardi di ricavi l'anno ha scelto questo territorio e perché la storia si ripete

A far sì che a Trieste il passato si ripeta non è solo il ritorno, dopo 22 anni, di un'impresa operante nel settore del tabacco bensì anche e soprattutto le motivazioni che si nascondono dietro alla storica decisione. Il progetto da centinaia di milioni di euro che la British American Tobacco ha annunciato oggi 28 settembre è figlio di un privilegio che, grazie al regime di zona franca, allinea le istituzioni nel nome degli interessi economici nazionali, ridisegna il settore manifatturiero della città e nel futuro candida il territorio come punto di riferimento per gli investimenti privati su scala internazionale. 

Il primo grande investimento nella zona franca di Dolina

Per quanto riguarda la rotta tracciata nel mondo del lavoro triestino grazie allo sbarco della multinazionale da oltre 25 miliardi di euro di ricavi annui - grande contribuente italiano con circa due miliardi di euro versati nelle casse dello Stato – la sua avanzata assume le sembianze di un'operazione rompighiaccio. “È il primo investimento, ne seguiranno altri” ha detto il numero uno del porto triestino Zeno D’Agostino, ragionando sulla grande scommessa di quel “futuro del porto che non è il porto”. Oltre alla logistica e ai trasporti, lo scalo giuliano “diventa sempre più baricentrico” grazie ad insediamenti produttivi nell’area del punto franco di Dolina e alla possibilità di funzionare “in un mondo dove c’è il caos” come “un luogo di tranquillità per gli investimenti internazionali”. Il ministro dell’’Agricoltura Stefano Patuanelli ha affermato che “lo sviluppo di nuove tecnologie nel settore del tabacco è un percorso che Bat sta facendo da molto tempo e a Trieste trova terreno fertile”.

"Better Tomorrow Innovation Hub" 

All’interno dello stabilimento di produzione (che comporterà nei prossimi cinque anni fino a 500 milioni di euro di investimento e 2700 posti di lavoro tra maestranze dirette, 600, ed indotto, 2100) troveranno spazio anche “un laboratorio di innovazione e centro di eccellenza per la trasformazione ed il marketing digitale dedicati alla ricerca, allo sviluppo e alla produzione di linee di prodotto a rischio potenzialmente ridotto”. Infatti, il colosso del tabacco, oltre a dirsi pronto per la finalizzazione del primo modulo già a maggio del prossimo anno e a partire con la produzione nel secondo semestre, nei 20 mila metri quadrati di FREEeste produrrà sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e il modern oral, vale a dire prodotti orali per il rilascio di nicotina purissima, di grande tendenza nei paesi scandinavi e negli Stati Uniti d’America.

Le parole dell'amministratore delegato della Bat

“Ci aspettiamo un futuro migliore per Trieste, per l’Italia e per Bat” ha detto l’amministratore delegato per l’Italia Roberta Palazzetti. La scelta di Bat, secondo il presidente dell’Interporto Paolo Privileggio, conferma “il ruolo strategico dell’area interportuale, cerniera e driver di crescita del nostro territorio”. Per il presidente Fvg Massimiliano Fedriga Trieste e il Fvg vogliono essere “piattaforma logistica per il sud Europa, gli investimenti stanno crescendo”. Tra i motivi che hanno spinto la multinazionale a scegliere Trieste c’è “l’altissima percentuale di ricercatori presenti qui. È la città della scienza”.

Il "vero" vantaggio nell'aver scelto Trieste

A dire il vero i benefici non riguardano esclusivamente le partnership con la comunità scientifica o aspetti logistici particolarmente strategici. Il privilegio, allora come oggi, è il regime di punto franco. In termini economici, uno dei principali vantaggi per Bat è quello relativo alla dogana. Dopo aver lavorato la merce ed averla fatta uscire in direzione del mercato europeo, ecco che il pagamento “slitta” a 180 giorni. Dall’altro lato non si conosce ancora, in termini percentuali, quanta produzione resterà sul mercato continentale e quanta invece verrà destinata ad aree extra europee. In quel caso, non entrando mai in territorio doganale, il vantaggio si materializzerebbe ancora con più evidenza, visto che alla dogana non verrebbe versato neanche un euro. “Il vantaggio – così D’Agostino – è che qualcuno che sceglie di produrre qui è in grado di distribuire facilmente anche in Europa". 

Il fumo in Italia: un mercato da circa 10 milioni di tabagisti

Secondo il ministero della Salute in Italia le conseguenze del fumo provocano circa 93 mila decessi l’anno, costi diretti ed indiretti per oltre 20 miliardi di euro. Il mercato nazionale è rappresentato da poco meno di dieci milioni di tabagisti. “Illudersi che da domani tutti smettano di fumare – così Fedriga - vuol dire non rendersi conto del problema della salute. Dobbiamo lavorare alla riduzione del rischio e del danno, questo è l’importante”. “È un giorno di orgoglio per Trieste, per il Friuli Venezia Giulia e per l’Italia” queste infine le parole del ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti. 

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