Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Accuse di corruzione in Africa e fatturati miliardari: chi è Bat, il colosso del tabacco sbarcato a Trieste

Il progetto denominato “A Better Tomorrow Innovation Hub” è stato presentato qualche giorno fa in Porto Vecchio. Ma chi è la British America Tobacco? Fatturati miliardari, grande innovazione e progetti per il futuro, il grande colosso del tabacco è protagonista anche di spinose indagini in Africa, riprese dalla Bbc e da altri network

E' sbarcato a Trieste il nuovo Centro di innovazione e sostenibilità "A Better Tomorrow Innovation Hub" della British American Tobacco (Bat). Un'azienda da quasi 26 miliardi di sterline di fatturato che prevede per il capoluogo giuliano un investimento totale fino a 500 milioni di euro nei prossimi 5 anni, e con 2700 futuri posti di lavoro, di cui 600 diretti. Per chi non la conoscesse, la Bat, fondata nel 1902, è la seconda più grande azienda mondiale produttrice di sigarette. Nel 2003 ha acquistato dallo stato italiano l'Ente tabacchi italiani (ETI), l'ex-Monopolio di Stato per i tabacchi, raggiungendo così la seconda quota più larga nel mercato del tabacco italiano (27%) e un portafoglio di oltre 30 marche, tra cui Lucky Strike, Pall Mall e Dunhill. La British American Tobacco Italia S.p.A., invece, con sede legale a Roma e capitale sociale di circa 42 milioni di euro, è nata il 1 giugno 2004, dopo una fusione con ETI S.p.A. La privatizzazione da 2,3 miliardi è stato il più grande investimento mai fatto in Italia da una società internazionale.

A Better Tomorrow?

Nell'ultimo decennio il grande colosso ha dovuto far fronte al calo di consumatori delle classiche sigarette puntando quindi sui nuovi prodotti alla nicotina come le sigarette elettroniche "Vuse", i prodotti a tabacco riscaldato glo e i "Modern Oral" Velo. La promozione del messaggio che questi prodotti, grazie all'innovazione, sono meno nocivi passa attraverso i canali dello spettacolo, i grandi eventi e, soprattutto, il mondo dei cosiddetti influncer. A questo proposito, come riportato da iusinitinere.it, il 31 maggio 2021 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha reso noto con un comunicato stampa di aver dato avvio ad una “istruttoria nei confronti di BAT e di alcuni influencer per pubblicità occulta”. Una sorta di "facciata" che punta ai big dei social e ad un mondo scintillante, trainata dal motto: "Un domani migliore". 

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Foto tratta da f1world.it

L'indagine per corruzione in Africa

A settembre di quest'anno l'americana "Stopping tobacco organizations and products (STOP), fondata nel 2018 dall'imprenditore ed ex sindaco di New York Michael Bloomberg, ha presentato due rapporti basati sul lavoro del "Gruppo di ricerca e controllo sul tabacco" dell'Università di Bath (Inghilterra), nei quali la BAT viene accusata di pratiche illecite in Zimbawe, Sudafrica ed altri paesi africani. Come riportato da "Nigrizia", l'accusa che emerge è che la BAT tra il 2008 e il 2013, avrebbe distribuito oltre 600mila dollari sottoforma di contanti, automobili o donazioni a decine di politici, legislatori, funzionari pubblici, giornalisti e dipendenti di aziende concorrenti per favorire le attività della multinazionale del tabacco, questo secondo l'inchiesta. Il team del Gruppo di ricerca, grazie anche alle informazioni di alcuni ex dipendenti della BAT e documenti riservati, ha individuato 236 "pagamenti dubbi" (che sarebbero stati finalizzati a trarre presunti vantaggi o ad ottenere informazioni) e che sarebbero stati effettuati in 10 paesi africani.

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La seconda indagine, pubblicata sempre dall'Ong di Bloomberg, riguarda invece il Sudafrica, dove BAT controlla circa il 70% del mercato interno di sigarette. Da questa emerge che la big del tabacco avrebbe messo in piedi un sistema di videosorveglianza e controllo definito illecito (vengono citati anche droni), volta non solo a contrastare la crescita del mercato nero di sigarette, ma anche di ostacolare la concorrenza per dominare il mercato. 

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Le accuse sono state anche rilanciate in una nuova indagine dai giornalisti della Bbc del Bureau of investigative journalism e dalla stessa Università di Bath. L'inchiesta, diffusa da BBC-Panorama, ha messo la lente sullo Zimbawe rivelando che la BAT avrebbe pagato dal 2013 tangenti per un valore tra i 300 e i 500mila dollari al partito al potere, lo Zanu-Pf dell'ex presidente Robert Mugabe, per ottenere la collaborazione delle autorità nel contrastare le attività dei competitor nel paese. In quel caso, come riporta La Repubblica, Mugabe e il suo partito "avrebbero ricevuto per anni donazioni per favorire l'eliminazione dal mercato dei piccoli produttori in favore della British American Tobacco". 

Sostenibilità e gli obiettivi per un futuro migliore

Oggi il Gruppo BAT pone al centro della sua attività la sostenibilità. Come si legge sul loro sito, la BAT è l'unica azienda nel settore del tabacco che vanta ben 19 anni di presenza nel prestigioso Dow Jones Sustainability Index. La mission che il colosso sta portando avanti è quella di contribuire a un "A Better Tomorrow", un futuro migliore "per i consumatori, i dipendenti, e le comunità in cui opera, con l’obiettivo di ridurre l’impatto del proprio business sulla salute dei consumatori".  Tra gli obiettivi che si è prefissata ci sono quello della riduzione del consumo di risorse idriche, andare verso una svolta compostabile per gli imballaggi in plastica, dimezzare le emissioni di anidride carbonica e un'ulteriore svolta sostenibile sul legno utilizzato per la stagionatura del tabacco. 

Gli investimenti in Italia

Nel 2015 ha inoltre avviato un piano di investimenti in Italia da un miliardo di euro in 5 anni che si basa su tre pilastri: investimenti in macchinari ad alta specializzazione e in attrezzature all’avanguardia prodotte da aziende italiane per rifornire le fabbriche in varie parti del mondo; acquisto di tabacco italiano, a sostegno di una filiera agricola che occupa circa 50.000 addetti e che ha un valore strategico per diverse regioni d’Italia; investimenti in attività di marketing, distribuzione e ricerche. In questo piano c'è anche la creazione di un “A Better Tomorrow Innovation Hub”, il polo dell’innovazione di livello internazionale che sorgerà proprio a Trieste. 

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