Coronavirus: così il Burlo si è riorganizzato per affrontare l'emergenza

Ai pazienti accertati o sospetti Covid-19 dedicati un apposito reparto con 10 posti letto e un’area di terapia intensiva con 4 posti letto

Aree dedicate ai pazienti Covid 19, corsie preferenziali, consulenze telefoniche e a domicilio: solo alcune delle strategie messe in campo dall'ospedale Burlo garofolo per affrontare l'emergenza coronavirus. L’Irccs si è riorganizzato per rispondere al meglio garantendo la presa in carico in sicurezza dei suoi utenti, in particolar modo bambini e future mamme. 

Sebbene la letteratura e l’esperienza di chi, come la Cina, ha vissuto questa esperienza prima di noi, abbiano messo in evidenza una limitata incidenza di Covid-19 nell’infanzia, il Burlo, per rispondere al suo mandato che lo vede struttura di riferimento in ambito materno infantile, ha posto in atto per tempo un’efficace revisione dei flussi e dei percorsi clinico assistenziali volta a:

  • Identificare tempestivamente i pazienti sospetti positivi al Covid-19
  • Definire percorsi interni dedicati ai pazienti sospetti o accertati per evitare le contaminazioni
  • Individuare le aree di trattamento e gestione in sicurezza dei pazienti sospetti e accertati, sia in condizioni stabili che in condizioni critiche.

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Le stanze di degenza

Ai pazienti Covid-19 accertati o sospetti, bambini, donne in gravidanza e partorienti o donne con problematiche ginecologiche, intercettati attraverso un sistema di filtri e pretriage, sono stati dedicati un reparto con 10 stanze di degenza ordinaria, con un’area dedicata all’attesa dell’esito degli accertamenti diagnostici, con ulteriori 4 stanze e un’area di terapia intensiva, con 4 posti letto.

I parti

Sono stati definiti, inoltre, percorsi e aree dedicate ai parti, naturali e cesarei, agli interventi chirurgici non procrastinabili e urgenti e ai neonati. La disponibilità ad accogliere tutti i pazienti Covid-19 dell’area pediatrica e ostetrico-ginecologica è stata estesa a tutta l’area isontina, attraverso specifici accordi con Asugi, mentre a livello regionale è stata garantita la possibilità di trasferire al Burlo tutti i bambini Covid-19 accertati o sospetti.

L’Istituto, infine, richiamando la funzione di Hub regionale attribuitagli, si è messo a disposizione di tutte le strutture sanitarie regionali, per l’esecuzione di prestazioni chirurgiche pediatriche o neonatali (nelle specialità di chirurgia generale, urologia, oculistica, Orl, odontostomatologia, ortopedia), in questa fase limitatamente all’attività urgente e all’attività programmata in priorità A, a supporto dei centri regionali impegnati nella gestione dei casi di Covid 19 dell’adulto.

Mantenere collegamenti fra ospedale e territorio

Secondo il prof. Ricci, Direttore della Struttura di Ostetricia e Ginecologia, c’è stato un importante impegno di tutti che si è concretizzato anche nella produzione di documenti e informative rivolte agli operatori e all’utenza, con l’obiettivo di garantire alle persone che afferiscono all’Istituto un’assistenza ottimale e sicura e nello stesso tempo preservare l’integrità degli operatori. Particolare impegno è stato assicurato per mantenere un adeguato collegamento fra ospedale e territorio per le donne in gravidanza riguardo i percorsi pre e post-natali.

«La struttura ha riorganizzato spazi e percorsi in modo da avere due ambienti separati da quattro posti letto ciascuna, per pazienti Covid e No Covid» dice il Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione. «Questo lavoro immenso è stato possibile grazie alla collaborazione di tutti i medici anestesisti, gli infermieri e gli Operatori sociosanitari di rianimazione e delle sale operatorie. A questi professionisti è stata fatta formazione sull’utilizzo dei Dispositivi di protezione individuale, sulla vestizione e svestizione per trattare pazienti Covid e condivisi protocolli clinici per il trattamento di tali pazienti. Siamo pronti con la speranza che tutto questo non serva. Una risposta doverosa alla popolazione che si affida alle preziose “cure” del Burlo, da sempre il nostro motto è prendersi cura dei nostri particolari pazienti e non solo curarli».

Reperibilità telefonica H24

Il Pronto soccorso pediatrico e la Clinica Pediatrica si sono trovati prima linea. Il prof. Barbi ricorda che alla attività routinaria, ambulatoriale e di ricovero, da settimane è affiancato un sistema di reperibilità dedicata a questi pazienti, con la disponibilità di una consulenza telefonica h24 per i pediatri della regione e un servizio di chiamate telefoniche da parte di ogni specialista ai pazienti cronici più complessi per verificare loro stato di salute a domicilio. Il Servizio Cure Palliative continua a seguire i pazienti più fragili, con patologia cronica complessa (patologia oncologica, neuromuscolare, ...), con interventi eseguiti a domicilio per evitare accessi ospedale. «Per non dimenticare l’attività svolta assieme all’ufficio Oms (Organizzazione Mondiale Sanità) del Burlo, all’interno di un network regionale e nazionale di pediatri ospedalieri e di famiglia, per la condivisione giornaliera, in tempo reale con mailing list, del numero contagi e la segnalazione eventuali criticità».

Chiosa il Direttore generale dell’Irccs, dott. Stefano Dorbolò: «Ringrazio tutto il personale dell’Istituto per lo spirito di appartenenza, professionalità e senso del dovere dimostrato in questa complicato contesto emergenziale. Sono fiducioso che supereremo questo difficile momento perché vedo la grande volontà di tutti nel voler dare il proprio contributo. Usciremo rafforzati da questa esperienza ancora una volta affrontata con lo spirito di squadra che contraddistingue i nostri professionisti e costituisce la vera forza dell’Istituto». 

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