Burlo Garofolo: Convegno internazionale su strategia per combattere sordità dei bambini

  • Dove
    Trieste Molo IV
    Indirizzo non disponibile
  • Quando
    Dal 05/09/2016 al 06/09/2016
    Orario non disponibile
  • Prezzo
    Prezzo non disponibile
  • Altre Informazioni

Un bambino che nasce sordo ha due possibilità: condurre una vita subendo le conseguenze del deficit sensoriale, o crescere come tutti gli altri bambini, grazie alla diagnosi precoce, all’applicazione di apparecchi acustici o di impianti cocleari, e all’alleanza tra il sistema sanitario e la famiglia. È questo l’obiettivo dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, che nel corso degli ultimi anni ha portato avanti, da capofila, il progetto - finanziato dal Ministero della Salute – di identificazione, intervento e presa in carico precoci per la prevenzione dei disturbi comunicativi del bambino sordo. Un progetto durato 2 anni, coordinato dalla dott.ssa Eva Orzan (direttore dell’Audiologia e Otorinolaringoiatria del Burlo), che ha creato un percorso che dallo screening uditivo neonatale conduce alla risoluzione del deficit nel bambino, permettendogli di sentire il prima possibile, per non creare alcuna differenza educativa, sociale ed emotiva con i coetanei.

«I bambini con deficit uditivo permanente che beneficiano di un intervento audiologico precoce e appropriato, con una pronta applicazione di apparecchi acustici o impianti cocleari, sviluppano abilità di ascolto e linguaggio del tutto naturali e adeguate alla loro età, frequentano la scuola alla pari dei loro coetanei e possono godere di tutte le opportunità educative e sociali. I tempi, l’appropriatezza, la qualità e la sostenibilità di presa in carico sono i fattori oggi ritenuti maggiormente critici: prima si interviene in modo corretto, maggiore sarà il vantaggio comunicativo, linguistico, cognitivo, educativo e socio-emotivo del bambino. Il primo passo importante è quello di identificare il deficit uditivo con lo screening uditivo neonatale, subito dopo è necessaria una forte integrazione interdisciplinare per tutte le successive fasi diagnostiche, terapeutiche e riabilitative, sempre in stretta alleanza terapeutica con la famiglia», spiega la dott.ssa Orzan che assieme ai partner di progetto – un team di professionisti dei principali centri audiologici italiani - hanno lavorato a un percorso da attivare nei centri di terzo livello, affinché i bambini sordi possano superare la disabilità.

Le best practices, oltre a una serie di letture magistrali, saranno illustrate nel convegno conclusivo del progetto, in programma a Trieste il 5 settembre: un’intensa giornata di lavoro che vedrà protagonista il team di Progetto e una serie di esperti provenienti da Francia, Germania e Stati Uniti. «È doveroso, oltre che entusiasmante – ha spiegato ancora Eva Orzan – lavorare con la possibilità di recuperare le capacità uditive nei bambini di pochi mesi, molto prima del momento in cui pronunceranno le loro prime parole. Grazie allo screening uditivo e all’intervento precocissimo, assieme alle famiglie possiamo oggi azzerare il deficit di questi piccoli, offrendo l’opportunità di uno sviluppo linguistico naturale. È importante che questo messaggio passi forte e chiaro: un bambino sordo è un bambino che può, e che ha diritto di sentire».

Il convegno del 5 settembre sarà seguito, sempre a Trieste, il 6 settembre da una giornata di lavori dedicati a infermieri, tecnici, otorinolaringoiatri e a pediatri di libera scelta del Friuli Venezia Giulia, promosso dai principali ospedali pediatrici italiani, collegati fra loro nella rete AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani): una giornata dedicato alla formazione clinica su tutti i temi dell’otorinolaringoiatria, per rendere sempre più efficace il rapporto otorino-pediatra.

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