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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Il progetto della cabinovia accende il dibattito pubblico in Porto Vecchio

Dopo la relazione dell'architetto Kipar e quella dell'ingegner Giulio Bernetti hanno preso la parola le associazioni critiche e contrarie nei confronti del progetto da 49 milioni. L'amministrazione apre al confronto. Incognita data di scadenza

Lasciato (quasi) da solo sul palco a difendere la cabinovia. È stato Giulio Bernetti, direttore d’area dei Lavori Pubblici del Comune di Trieste, a dover rispondere colpo su colpo alle molte domande rivoltegli dai triestini in occasione del dibattito pubblico sul progetto da 49 milioni, andato in scena nel pomeriggio di oggi 15 dicembre al Centro Congressi di Porto Vecchio. L’incontro è iniziato con la relazione dell’architetto Andreas Kipar ed è finito con una marcata contrapposizione, dove le associazioni e le voci contrarie si sono levate in netta maggioranza rispetto ai favorevoli, nonostante il carattere spesso politico degli interventi che in alcuni momenti non ha aiutato. Quando il dibattito poi alza la temperatura il sindaco Dipiazza saluta e se ne va, lasciando a rappresentare la giunta la sola Elisa Lodi, assessore ai Lavori Pubblici, assieme ai consiglieri comunali Michele Babuder, Caterina De Gavardo. Mirko Martini e Stefano Vatta.

Il messaggio finale

“Aprite un dialogo di progettazione ed il tavolo attraverso una progettazione partecipata” questo il messaggio finale che è passato dalle “opposizioni” che attraverso la segretaria provinciale del Partito democratico, Laura Famulari, hanno posto degli interrogativi sulla scadenza dell’opera, che oscilla tra il 2024 (con Bernetti che ha già fatto sapere che quella data non è pensabile ndr) ed il 2026. “Bisogna capire cosa intende il ministero con la data del 23 settembre 2024” questo il dubbio che attanaglia sia le critiche che gli uffici.

Il dibattito

Il dibattito, come abbiamo detto, ha fuso elementi di critica politica a considerazioni e valutazioni tecniche. Si voleva aprire alla partecipazione della cittadinanza ma le critiche sono piovute sulle tempistiche. Al “Perché appena dopo un anno e mezzo” è stato fatto capire che di mezzo c’è stata (e c’è, per chi non se ne fosse accorto) una pandemia. “Inoltre abbiamo avuto le elezioni” così dallo staff del sindaco. Dal canto suo Bernetti non ha mai perso la calma. “Proponeteci delle analisi e dateci delle alternative valide. Siamo a disposizione anche per eventuali proposte” così Bernetti nel ruolo del moderatore del dissenso pratico. Nel rispondere alla lunga lista di interrogativi (dagli spazi utilizzati ai piloni, dal rumore fino al futuro del finanziamento nel caso non si dovesse riuscire nell’impresa) le notizie di cui si ha contezza provengono dal progetto preliminare (quello esecutivo non c’è ancora).

La versione di Kipar

In quello che Kipar ha definito “il nuovo quartiere” e dove secondo l’architetto “vanno inserite funzioni nuovissime, visto che il progetto merita attenzione ed inserimento”, la cabinovia è un punto di collegamento sul concetto di mobilità sostenibile. L’amministrazione non fa mistero di voler andare avanti con fermezza sul progetto, che ha in Bernetti il primo grande fan. Proprio il direttore d’area ha illustrato il progetto rispondendo ai molti quesiti che le stesse associazioni come Legambiente, Tryeste e Zeno (facenti capo ad Adesso Trieste), ma anche la stessa Fiab Ulisse, avevano avanzato nella mattinata.

Bernetti colpo su colpo

Nel novero dei punti critici, Bernetti ha risposto che i terreni di Campo Romano della Comunella in realtà “non toccano il progetto, che è fuori da quei terreni. Comunque ci sarà un dialogo”. La cabinovia “è silenziosa, poco impattante, elettrica e compatibile col verde” ha sottolineato Bernetti. Al netto degli elementi tecnici (a favore o no, rispetto alle legittime posizioni), la notizia è che il dibattito su un progetto da quasi 50 milioni di euro e che dovrebbe andare ad integrare la soluzione all’accesso nord con nuove modalità di flusso turistico e cittadino tra Carso e città, è stato aperto. Approdando in Consiglio comunale il progetto potrebbe innescare reazioni diverse e non per forza manifestazioni di assoluta competenza.

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