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Venerdì, 12 Agosto 2022
Cronaca

Il Comitato contro l'ovovia alza la posta, partita l'operazione referendum

La raccolta firme punta ad ottenere le prime 500 così da poter sottoporre il quesito referendario alla Commissione Garanti. Piazza della Borsa, Opicina e Barcola i tre punti dove poter aderire. "Non è un servizio pubblico, è un’opera a servizio di qualcos’altro”

Il referendum contro l’ovovia è stato presentato ufficialmente questa mattina in Porto Vecchio. Questa settimana parte la raccolta delle prime 500 firme necessarie per portare avanti il quesito referendario. Una volta reso ammissibile il Comitato No ovovia punta a raccogliere le 12mila firme attraverso i tre punti della città dove verranno allestiti i banchetti. In piazza Borsa, alla fontana di Barcola e a Opicina, presso il Tabor, in via del Ricreatorio i triestini potranno firmare dalle 10 di mattina alle 16 del pomeriggio a partire da sabato 19 febbraio. "Tantissime le richieste pervenute in queste settimane per firmare: la cittadinanza freme per poter finalmente esprimersi in merito al progetto" così il Comitato. 

“Si tratta di un’opera inutile, impattante e insostenibile - hanno spiegato gli organizzatori - perché connette due punti della città non sufficientemente frequentati da giustificare l’opera”. Presenti anche i consiglieri comunali delle opposizioni tra cui Alessandra Richetti (M5S), Francesco Russo (Pf) e Giulia Massolino (At). “Ci siamo resi conto - ha detto il coordinatore del comitato William Starc - che il principale problema della mobilità sostenibile è che la maggior parte dei cittadini non era a conoscenza di quest’opera, che è stata calata dall’alto. Inoltre non si può progettare in barba alle direttive della comunità europea. Questo progetto non ha niente di sostenibile, né per l’ambiente né per il trasporto né economicamente”.

Presente alla conferenza stampa di presentazione anche Elena Declich, rappresentante dei residenti di strada del Friuli. “In un mese il nostro gruppo Fecebook ha messo assieme 2000 partecipanti contrari al progetto. Conosciamo benissimo le frane avvenute nel corso degli anni mentre è evidente che chi ha realizzato il progetto non ha mai messo piede in quella zona. È un terreno instabile. Interveniamo sull’unica fascia verde della zona, molti residenti dovranno avere le cabine che ogni venti secondi passeranno davanti alle loro finestre e sui loro giardini”.

Il geologo Bruno Grego ha spiegato che “Il Bosco Bovedo, è uno dei tre siti di interesse della Rete Natura 2000, sarà sventrato da una fascia di 15 metri di larghezza e ci saranno le condizioni perché si possa creare un dissesto idrogeologico” Andrea Wehrenfennig di Legambiente sostiene che “l'ovovia non sarà a servizio del Porto Vecchio, perché la fermata sarà dietro il magazzino 26, a ben 600 metri dal centro congressi. Impensabile per chi arriva qui con bagagli pesanti. Non è un servizio pubblico, è un’opera a servizio di qualcos’altro”. 

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