Martedì, 16 Luglio 2024
L'affondo

La matita rossa di Fermeglia sull'ovovia: "I conti non tornano, sono basito"

Secondo l'ex rettore dell'Università degli Studi di Trieste i dati sul risparmio relativo alle emissioni di Co2 sono sballati. "Nessuno ha messo il naso in quei numeri, solo noi". Mesi di lavoro. La battuta presa in prestito dall'espressione dell'assessore Elisa Lodi sul caso Rocco. Il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato dal Comitato in arrivo il 10 gennaio. "Ci aspettiamo che il giudice nomini un perito"

TRIESTE - Bisognerà attendere il 10 gennaio per il pronunciamento del Tar in merito al ricorso presentato dal Comitato No Ovovia, ma nel frattempo Starc e compagni mettono nel mirino alcuni numeri del progetto per la realizzazione della cabinovia urbana. E' stato l'ingegnere ed ex rettore Maruizio Fermeglia ad impugnare simbolicamente la matita rossa e a correggere i dati presentati dagli uffici del Comune (e avallati dall'Arpa) per evidenziare la riduzione di emissioni di anidride carbonica che l'opera dovrebbe innescare. "Nessuno ha messo il naso nei conti" ha detto Fermeglia che, prendendo sarcasticamente in prestito l'espressione utilizzata dall'assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi in occasione del caso Rocco, ha fatto sapere di essere rimasto "basito". L'acredine tra i due non è una novità, ma questa volta l'ex rettore si è voluto concentrare sulla matematica. 

"Perché i conti non tornano": la spiegazione

"I conti non tornano perché il calcolo che porta ad un presunto risparmio del 48,3 per cento annuo è stato fatto senza considerare che l'anidride carbonica si accumula e che quindi, ogni anno dovrei toglierne una certa quantità". Per poterlo spiegare meglio, Fermeglia ha portato un esempio. "Se ho 100 macchine e devo arrivare ad ottenere il risparmio del 30 per cento entro dieci anni, dovrei fermare tre macchine il primo anno, sei il secondo, nove nel terzo e così via fino all'ultimo anno. Di fatto, la quantità di Co2 che devo risparmiare non è solo quella riferita al 2030, ma è l'integrale, ovvero l'area sottesa da una retta parallela che fa fede al dato del 2019, e che poi scende linearamente: E' quella la Co2 che devo risparmiare". Secondo l'ex rettore "quel numero va diviso per la quantità che risparmierei negli anni di funzionamento della cabinovia che non sono dieci, ma sono ben che vada cinque. Facendo quei conti, non si ottiene il 48,3 per cento, ma un dato che oscilla tra il tre e il quattro per cento". 

"Nessuno si è esposto a certificare i dati"

Ma non è l'unico punto che il Comitato ha messo in discussione. Come già affermato più volte durante gli incontri pubblici, Fermeglia ha ribadito che "le stime di risparmio delle emissioni del singolo anno sono sballate, a causa di ipotesi di studio che non sono ragionevoli. Ipotizzare che le macchine che non scendono e non arrivano a Trieste non siano mai state costruite è un altro elemento devastante e demenziale. Moltiplicare poi 450 veicoli all'ora per nove ore di punta (quando in effetti non sono mai così tante) porta ad altri numeri sballati. Se mettiamo assieme tutti questi elementi, ecco che arriviamo anche all'uno per cento di risparmio, altro che 48". Per Fermeglia "nessuno dei tecnici qualificati si è esposto a certificare quei numeri. Ma chi ha fatto i calcoli deve assumersi la responsabilità". Quali step futuri per la battaglia? "Con il ricorso al Tar ci aspettiamo che il giudice nomini un perito che porti avanti una perizia. Per noi l'obiettivo è che non venga costruita la cabinovia. Quando avremo la certezza che il progetto non si farà, allora il Comitato si scioglierà". 

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