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Sabato, 2 Luglio 2022
Il dramma

Una morte che non interessava a nessuno: la storia del cadavere in Carso

G.T. è stato trovato in un bosco a qualche centinaio di metri da via del Pucino, a nord di Grignano. Nessuna denuncia di scomparsa, nessuna ricerca ufficiale. Cronaca dell'ennesimo decesso solitario, parte di quella Trieste sommersa e che arranca

E' morto da solo, in un bosco a qualche centinaio di metri in linea d'aria dalle ville di via del Pucino, a nord della baia di Grignano. Nessuna relazione evidente con famigliari, solo una povera madre con cui da anni sembra non intrattenesse alcun rapporto. Una storia personale poi condita da qualche disavventura con la giustizia, una richiesta all'ufficio del lavoro per ridare dignità alla propria esistenza e poco altro. Il triestino di 53 anni (G.T. le iniziali) ritrovato cadavere l'1 maggio era morto da mesi, eppure non l'ha cercato nessuno. Non c'è traccia, infatti, di una denuncia di scomparsa; non c'è niente in questura, né un appello comunicato da qualche amico o conoscente, alle altre forze dell'ordine.  

La città sommersa

Senza voler entrare nel merito e nella scelta (sul quale esiste una precisa linea deontologica per gli organi di informazione), la morte del cinquantatreenne però rappresenta l'ennesimo caso in cui a morire sono persone sole. Il Covid - e le restrizioni che hanno stravolto la vita di moltissime persone - ha di fatto gonfiato un vuoto preesistente, trasformandolo in una condizione psicologicamente devastante. Numerosi sono i casi a conoscenza dei Servizi Sociali, delle associazioni o delle comunità. Molti, invece, spariscono dai radar. Basta poco, per scivolare nel vortice delle vite nascoste. E' un tema caro, nella nostra redazione. Da tempo, fin da quando abbiamo pubblicato l'inchiesta sul male di vivere in epoca pandemica (qui il link per leggerla), scriviamo della Trieste sommersa. 

I morti di Trieste

Esiste una città che non conosce la navi da crociera o gli aperitivi scintillanti a due passi dal mare. E' una Trieste che arranca, che fa fatica, che lancia continuamente un grido d'aiuto che spesso (non sempre) rimane inascoltato.  Ci sono bassifondi e periferie, dove l'eleganza è data dall'educazione e non dalle borse firmate. Ci sono luoghi dove il degrado gode di ottima salute e dove le difficoltà quotidiane mettono in crisi qualsiasi certezza. C'è una Trieste nascosta, che finisce per ritirarsi dalle scene, per lasciare spazio al nulla. Qualche tempo fa, alla vista di un'automedica in via Battisti, c'eravamo fermati a chiedere informazioni. Sono molti gli interventi che il 118 compie in casa, ogni giorno, di conseguenza quelle domande avrebbero potuto ottenere la classica risposta "niente di grave". Quella volta, invece, dentro a quell'appartamento era stata trovata una signora anziana, morta mummificata, da chissà quanto tempo. Sul tavolo della cucina alimenti scaduti prima della pandemia. Sono i morti di Trieste. Quelli che non fanno (quasi mai) notizia. 

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