Cronaca

Cadute e valanghe in montagna: tre interventi del Soccorso alpino (FOTO)

Fortunatamente il bilancio vede solo due sciatori lievemente feriti

Nella tarda mattinata di ieri, sabato 3 febbraio, sono stati tre gli interventi del Soccorso Alpino per richieste di soccorso e per valanghe in tre diverse località alpine delle Alpi Carniche e Giulie a partire dal Monte Tamai, nei pressi del comprensorio dello Zoncolan (Alpi Carniche), e contestualmente a Sella Nevea e al Rifugio Zacchi (Fusine Laghi - Gruppo del Mangart - Alpi Giulie). Le ultime operazioni si sono concluse intorno alle 17.

La prima richiesta è arrivata intorno alle 11 del mattino dalle pendici settentrionali del Monte Tamai: qui, ad una quota di circa 1500 metri, due sciatori che stavano effettuando una discesa fuoripista hanno subito entrambi  un infortunio in seguito a caduta. In un primo tempo la causa pareva essere una slavina ed è per questo che sono state attivate anche le squadre di terra del Soccorso Alpino di Forni Avoltri assieme ad una Unità Cinofila per la ricerca di sepolti da valanga e al soccorso della Guardia di Finanza di Tolmezzo. Il recupero dei due infortunati - uno ricoverato a Tolmezzo con sospetta frattura di una caviglia, l'altro a Udine per trauma facciale e toracico, R. P.,  e P. D. C. entrambi carnici - è avvenuto grazie all'elisoccorso: prima quello della centrale operativa di Udine e poi quello della Protezione Civile di Tolmezzo, che viene attivato di default in caso di incidenti da valanga. Dieci i tecnici impegnati sul posto.

Sempre nella tarda mattinata a Sella Nevea intorno alle 11 una slavina di circa cinquanta metri di fronte, caduta per distacco naturale a causa di accumuli da vento, ha invaso la pista sopra il bivio della vecchia funivia. Si è reso necessario chiudere la pista e bonificare tutta la massa nevosa per verificare che non ci fossero travolti. Alle operazioni hanno lavorato sei uomini del CNSAS di Cave del Predil, i tecnici della Guardia di Finanza di Sella Nevea, in un primo tempo anche con la loro Unità Cinofila, gli operatori Promotur e la Polizia del soccorso piste. 

Contestualmente è stato richiesto un intervento anche al Rifugio Zacchi, dove il gestore del Rifugio, che stava sgomberando la strada forestale con il proprio gatto delle nevi, è stato travolto, senza conseguenze personali, da una slavina che ha mandato il mezzo fuoristrada, sul ciglio della scarpata, incagliandolo nella neve profonda, circa trecento metri sotto il rifugio. Il gestore stava ripulendo la strada per evitare che gli escursionisti - giunti al rifugio nonostante i divieti - continuassero a percorrere in salita e/o in discesa il  sentiero CAI 512, più ripido e quindi più esposto al pericolo di slavine. Il rifugio era ufficialmente isolato e il gestore aveva espressamente annullato tutti gli appuntamenti previsti proprio per evitare che giungessero escursionisti. L'opera di sgombero della strada forestale per consentire il deflusso lungo la stessa è stata proseguita dal gatto delle nevi dei carabinieri dell'ufficio territoriale per la biodiversità di Tarvisio, mentre i tecnici del Soccorso Alpino di Cave del Predil, sei uomini, assieme ai carabinieri, lavoravano per liberare il gatto. Le operazioni si sono concluse intorno alle 17.

Per oggi, domenica 4 febbraio, il bollettino dà ancora pericolo 4 (su 5), per cui le escursioni di sci alpinismo e in generale quelle su neve fuoripista, con o senza sci, sono fortemente sconsigliate.

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