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I caffè storici di Trieste: "Puntiamo a diventare Patrimonio dell'Unesco"

Dell'associazione registrata a Milano lo scorso giugno fanno parte l'Antico Caffè San Marco, il Tommaseo e il Torinese. "Un patrimonio culturale a rischio estinzione". Le palestre dello spirito critico, creativo, filosofico e sociale

Si scrive Trieste e si legge caffè. Potrebbe essere questo il titolo del progetto a difesa dei caffè storici presentato questa mattina durante una conferenza stampa a palazzo Gopcevich nel capoluogo regionale. La ricerca della tutela affinché i luoghi della grande tradizione mitteleuropea triestina possano diventare, a pieno titolo, parte dei beni salvaguardati dall'Unesco, parte da un gruppo di persone che hanno deciso di fondare la Lega per la Difesa dei Caffè Storici Letterari. A farne parte sono il Caffè San Marco, il Torinese e il Tommaseo, tre "gioielli" del passato di asburgica memoria della città. 

Presenti all'incontro di presentazione anche il sindaco Roberto Dipiazza e Arrigo Cipriani, storico titolare dell'Harry's bar. "La differenza che esiste tra il bar e la piazza si manifesta nel concetto di accoglienza" ha affermato il patron Cipriani. "Oggi è un giorno di festa ma sappiamo quanto è difficile sopravvivere quando si è titolari o gestori di caffè storici e, per questo, è molto importante essere qui tutti assieme". 

Il sindaco di Trieste è intervenuto durante la conferenza: "A Trieste siamo fortunati vista la presenza di tanti luoghi storici come il San Marco, il Tommaseo e il Torinese. Ma qui esiste anche la cultura del caffè, assieme a moltissimi altri elementi che rendono unici questi luoghi. Dal canto mio - ha concluso il primo cittadino - se trovate dei punti su cui discutere tutti assieme noi siamo pronti per dare una mano. Le vostre storie e i vostri caffè vanno sicuramente tutelati". 

I caffè storici nel Bel Paese

Alla fine del secolo scorso in tutta Italia c'erano 124 caffè storici anche se oggi molti di essi sono scomparsi. Angelo Boscarino, Presidente della LDCS ha rimarcato l'importanza del momento. "Vogliamo rendere questi beni culturali riconosciuti. Vogliamo salvaguardarli anche attraverso una serie di iniziative, un lavoro di ricerca e analisi dei materiali storici, letterari, fotografici e filmici. Ci saranno le testimonianze dei protagonisti che hanno animato la vita dei locali. Tutto questo vuole portare alla candidatura dei Caffè Storici Letterari a Patrimonio dell'Unesco". 

"Nella tutela e nella valorizzazione dei caffè storici - ha spiegato Leandro Ventura, Direttore MIBAC - a volte emergono alcuni punti critici. I gestori e i titolari spesso non sono le stesse persone e spesso possiedono visioni differenti sui luoghi. Il Caffè Greco a Roma ne è un esempio, dove il pubblico esercizio passa di mano e le idee non sono sempre condivise". L'interesse per questi luoghi di cultura e di socialità che dell'antica agorà possiedono le caratteristiche sonore, di quel chiacchiericcio spontaneo che si fonde con il rumore metallico delle macchine - post industriale - e i piattini di ceramica che stridono - conviviale espressione del tempo libero - tutta la suddetta spinta al mantenimento e alle tutele è recente.

"Salvare questo patrimonio - ha rimarcato Ventura - rappresenta rivolgere attenzioni particolari nei confronti di uno dei fiori all'occhiello che abbiamo in Italia. Il nostro obiettivo è proprio quello di portare avanti un progetto, importante, che consenta di salvaguardare i caffè storici della penisola". 

"Problemi comuni, condivisione assoluta"

La Lega per la difesa dei caffè storici parte da un concetto che in tempo di crisi o di forte individualismo - elementi tipici e naturali dei periodi cosiddetti di transizione - si manifesta quasi con banalità: se i problemi sono comuni, la condivisione e il dialogo tra le parti può partorire rimedi, e tavolta individuare soluzioni. Alexandros Delithanassis, gestore del Caffè San Marco ha evidenziato uno dei punti per cui nasce la Lega per la difesa dei caffè storici. "Starbucks mette in moto alcune iniziative 2.0, quelle che il colosso multinazionale chiama Coffee Experience e il risultato diventa per loro eccellente. E nessuno vuole entrare nel merito della grande azienda e sarebbe stupido pensare di fare la guerra ad un azienda che, come fatturato, è paragonabile ad uno stato sovrano; l'idea che portiamo avanti è quella legata al fatto che noi siamo gli originali. Dirlo alle istituzioni e farlo comprendere diventa il nostro punto di forza". 

Il commento

Alcuni luoghi di culto per quanto riguarda il caffè hanno vissuto momenti molto difficili. Il Caffè Pasticceria Pirona a Trieste è forse l'emblema del disinteresse e di quanto distante sia, a volte, l'idea e il "genio" imprenditoriale per illuminare nuovamente locali un tempo fumosi e dal retrogusto di vecchie vaporiere in partenza per Budapest, Praga o Marburg. L'idea che si possa giungere all'ufficializzazione della scintillante bellezza che tutto il mondo ci invidia, certamente stuzzica anche chi lo preferisce d'orzo. Perché se è vero che si scrive Trieste e si legge caffè, è altrettanto autentica l'opportunità di entrare a far parte del "mondo che conta", quello che un tempo passava davanti e dentro ai luoghi storici. Riportarlo in vita manifesterebbe, anche agli scettici e a chi preferisce altro, la strada che almeno la Trieste dei caffè ha scelto.  

A far parte della Lega DCST, in funzione collaborativa, c'è anche l'Associazione Museo del Caffè.   

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