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Calcagni (a.D. Lucchini): "la Priorita' e' Trovare un nuovo Azionista"

La ricerca di un nuovo azionista che faccia fronte alle necessità del Gruppo, un partner strategico che consenta di trovare una soluzione complessiva al sistema, per costruire un futuro sostenibile.Questo il principale obiettivo della Lucchini SpA...

La ricerca di un nuovo azionista che faccia fronte alle necessità del Gruppo, un partner strategico che consenta di trovare una soluzione complessiva al sistema, per costruire un futuro sostenibile.
Questo il principale obiettivo della Lucchini SpA, da raggiungere entro giugno 2012, annunciato dall'Amministratore delegato Marcello Calcagni, durante un incontro con le Organizzazioni sindacali, svoltosi presso la sede di Confindustria Trieste.
Un momento di positivo confronto, durante il quale è stato fatto anche il punto sulla ristrutturazione del debito del Gruppo, il cui percorso sembra ormai in dirittura d'arrivo.
Seppur in un contesto congiunturale alquanto difficile, la Lucchini ha avviato le esplorazioni per l'individuazione dei partner, privilegiando un'ipotesi complessiva per l'intero Gruppo ma non escludendo che si possano trovare delle soluzioni differenziate, se mirate a garantire un futuro di sviluppo per le singole aziende.
Per Trieste - ha affermato Marcello Calcagni, sottolineando la peculiarità dello stabilimento rispetto a Piombino (per tipologia di produzione, prodotti e mercati) - la soluzione va verso una riconversione industriale, che consenta il proseguimento sostenibile della produzione di ghisa e l'utilizzo del gas, unitamente allo sviluppo dell'attività logistica.
Un sistema che comprende, oltre allo stabilimento siderurgico della Lucchini, anche la Centrale Elettrica Elettra, la Sertubi e le aziende dell'indotto: un patrimonio industriale - ha sottolineato Calcagni - che appartiene a chi ci lavora e al territorio in cui opera.
Per questo, per Trieste come per Piombino, auspichiamo il massimo dell'attenzione da parte delle Istituzioni, nazionali e regionali, chiedendo il necessario equilibrio nella gestione delle relazioni e un coinvolgimento proattivo delle Pubbliche amministrazioni, che possono e devono giocare un ruolo determinante per l'azienda e per la città.
Per quanto riguarda la riduzione dell'attività produttiva allo stabilimento di Trieste, Marcello Calcagni ha evidenziato che tale scelta non dipende dalla situazione finanziaria attuale del Gruppo, bensì dall'andamento negativo del mercato siderurgico e dai costi delle materie prime.
Da metà ottobre - ha riferito l'Amministratore delegato della Lucchini - è in atto una forte riduzione della richiesta di acciaio e in Europa ben 14 altiforni sono stati fermati.
Fino alla fine di gennaio, a Trieste, non sono in programma ulteriori riduzioni, anche se con la situazione che stiamo vivendo è imperativo adeguare la produzione agli ordini, pur mantenendo costanti gli investimenti in materia di sicurezza e ambiente, senza alcun compromesso al ribasso. Il nostro obiettivo - ha concluso l'Amministratore delegato della Lucchini - è quello di salvaguardare il valore dell'azienda, in una situazione in cui siamo soli e, nonostante questo, andiamo avanti in un contesto macroeconomico che non ci aiuta.


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