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“Non bere, se vuoi guidare!”: al via la campagna "anti-alcol" del Comune

Sempre più alto consumo di alcol specialmente tra i più giovani con comportamenti che vedono ben un 27% di consumatori della provincia di Trieste collocarsi in una situazione di rischio sanitario

Tre partner istituzionali e uno imprenditoriale si sono uniti oggi, nel Municipio di Trieste, per lanciare la campagna di prevenzione “Hai sete di vita? - Non bere, se vuoi guidare!” che ha l’obiettivo di sensibilizzare e responsabilizzare la cittadinanza, e in particolare i giovani, sul tema della guida in stato di ebbrezza e sugli effetti deleteri dell’alcool assunto.

FIPE - La campagna rientra nel progetto “Adesso: salute e sicurezza”, promosso e finanziato dalla Regione Fvg e altri enti e che si concretizzerà, in ambito provinciale triestino, in alcune specifiche e interessanti iniziative tra le quali la consegna alla Fipe (Federazione pubblici esercizi) di un certo quantitativo di dotazioni per alcool-test, da distribuire ai bar, ristoranti, locali della movida, a disposizione degli avventori che vogliano verificare la propria condizione rispetto all’assunzione di bevande alcoliche e adottare di conseguenza un comportamento responsabile. Sempre la Fipe una seconda proposta sarà la presentazione del libro “L'Orto nel Bicchiere” rivolto soprattutto ai giovani, raccoglie in modo accattivante una serie di “ricette” ideate proprio dai ragazzi dello Ial per l'elaborazione di innovativi e alternativi cocktail analcolici. Sempre la Fipe lancerà poi un concorso "social" indirizzato anch'esso soprattutto ai giovani, per uno spot di circa 30 secondi dedicato, con il tema “Bevi con attenzione”, al “bere bene” e al gusto in contrapposizione all'alcolismo seriale e di cattiva qualità, con la previsione di uno o più premi per i migliori video realizzati.

COMUNE - Torando alla campagna del Comune, a presentarla sono stati gli assessori alle Politiche Sociali Carlo Grilli e al Commercio Lorenzo Giorgi, con il consigliere Everest Bertoli (firmatario due anni fa di una mozione con gli stessi Grilli e Giorgi). 

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I rappresentanti del Comune di Trieste hanno espresso viva soddisfazione per l'aver «concretizzato un percorso importante che unisce più "forze", dalla sanità agli esercenti, alle scuole, verso l'unico obiettivo di preservare il bene più inestimabile che abbiamo, la nostra stessa vita». Concetti ai quali si è associato, per il Comune di Muggia, l’assessore ai Servizi Sociali, Educazione e Politiche Giovanili Luca Gandini, che ha ricordato come un incontro analogo a quello odierno sarà organizzato proprio dal Comune di Muggia, il 7 novembre prossimo, con l’adesione di Astra, Associazione per il trattamento delle alcoldipendenze.

SEMPRE PIÙ A RISCHIO - Per educare soprattutto i più giovani a un bere diverso e corretto «anzichè confezionarsi dei cocktail diabolici da tutti i punti di vista», i rappresentanti dell'Azienda Sanitaria, il coordinatore socio-sanitario Flavio Paoletti e la dottoressa Rosanna Purich del Dipartimento delle Dipendenze, dal canto loro hanno in particolare messo in evidenza i dati ben poco confortanti relativi al sempre più alto consumo di alcol specialmente tra i più giovani e in particolare nella nostra Regione, con comportamenti che vedono ben un 27% di consumatori della provincia di Trieste collocarsi in una situazione di rischio sanitario (media fra il 31% degli uomini e il 22% delle donne). 

Per non tralasciare il fatto, forse ancor più inquietante – ha spiegato Purich –, che vede, proprio in questi ultimi tempi, aumentare fortemente l'abitudine di derivazione americana del cosiddetto “binge drinking”, ovvero dell'assunzione “seriale” di cinque o più dosi forti di alcool nell'arco di pochissimo tempo (al massimo in alcune ore). E ciò in particolare, e ancora una volta, fra i più giovani, e specialmente nella fascia più debole, quella fra i 18 e i 24 anni (il 35% del totale del fenomeno, rispetto al 22% della fascia tra 25 e 34 anni).

FAMIGLIA VISINTIN - Al termine, un accorato appello a un agire più cosciente è stato espresso da Graziella e Claudio Visintin, genitori di Maurizio, il ragazzo di soli 16 anni la cui vita venne stroncata da un guidatore irresponsabile, oggi presenti a testimoniare il dramma lancinante di una famiglia che si vede privata del giovanissimo figlio improvvisamente, assurdamente, per una banale follia (a rappresentare tutte le famiglie, delle vittime e dei "carnefici", «perchè questo dramma coinvolge tutti», ha sottolienato l'assessore Grilli). Il signor Visintin, in particolare, con incontenibile commozione, ha tratteggiato la «situazione devastante di genitori che si vedono condannati per sempre a un ergastolo di tristezza». E, dedicandolo a Maurizio e a tutte le vittime della strada, ha letto, tra le lacrime, un breve appello, quasi una preghiera, rivolto a tutti i guidatori: “La vita è un bene prezioso! Se volete guidare non bevete!”.

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