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Canal Grande fino a Sant'Antonio: triestini divisi tra pro, contro e propaganda

L'idea lanciata dal sindaco Roberto Cosolini era intuibile che avrebbe fatto discutere: in tempi di crisi un'opera così monumentale ed economicamente impegnativa per il Comune ha diviso l'opinione pubblica (e politici). Il primo cittadino ribadisce: «È finita la stagione del "no se pol"»

L'allungamento del Canal Grande, che in sostanza vuol dire un ritorno alla storia, proposto dal sindaco Cosolini - com'era prevedibile - ha acceso la polemica politica, ma anche il dibattito cittadino. Abbiamo qundue proposto un sondaggio che prevedeva tre risposte, le più frequenti e quotate tra i commenti dei nostri lettori: Ottima idea e ritorno alla storica conformazione, se fatto senza togliere fondi ad altre esigenze; Se c'è la possibilità di avere fondi straordinari sarebbe meglio puntare a progetti più utili; Idea da campagna elettorale, non si verificherà mai.

A stupire è il sostanziale equilibrio tra le tre opzioni: 33% per la prima e la terza, 34% per la seconda. 

Roberto Cosolini, attaccato dagli aversari politici e dai fan della sua pagina Facebook è comunque ritornato sull'argomento specificando (per la seconda volta) alcuni aspetti

Sono molto contento della partecipazione che l'idea di allungamento del Canal Grande ha innescato. Significa che i Triestini si rivelano sensibili alle grandi opere e ai grandi cambiamenti della città, anche quando questi cambiamenti sono un ritorno alle origini, come nel caso del Canal Grande. Affinché i Triestini si facciano un’idea completa è giusto ribadire alcuni punti fondamentali e imprescindibili dell'idea di allungamento del Canal Grande. 1) SERVE UN PROGETTO SOSTENIBILE Organizzeremo un concorso apposito e se da questo concorso uscirà un progetto valido, andremo avanti. 2) NON SARANNO USATI FONDI ORDINARI DEL COMUNE Per realizzare il progetto saranno richiesti appositi fondi statali ed europei che sono destinati SOLO a questo tipo di progetti di conservazione. Quindi non un euro sarà sottratto agli altri interventi necessari in città. Oltre tutto, sbloccato il patto di stabilità, sono già iniziati e, anzi, sono a buon punto, sia il piano di EDILIZIA SCOLASTICA che il piano di rifacimento STRADE E MARCIAPIEDI (potete vedere i cantieri in città con i vostri occhi, i restanti apriranno immediatamente a seguire). 3) IL PROGETTO HA IMPORTANTI IMPLICAZIONI PER LA CITTÀ Oltre all’ulteriore incentivo al turismo (il Canale è, insieme a Miramare e Piazza Unità, l’immagine della nostra città che più circola nel mondo) potremo candidare il Canal Grande di Trieste come patrimonio UNESCO 4) TERREMO CONTO DELLA VOLONTÀ DEI TRIESTINI Se il progetto prenderà forma, ascolteremo le opinioni di tutti, cittadini, commercianti, operatori turistici. Anche se il sondaggio del Piccolo ci dice di una cittadinanza che pur in presenza di una proposta inattesa e con tanti comprensibili interrogativi è già ben disposta nei confronti di questo progetto. È finita la stagione del "no se pol".

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