Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

I candidati incontrano le organizzazioni sindacali, Dipiazza declina l'invito

Presenti al dibattito in Molo IV Alessandra Richetti del Movimento 5 stelle, Riccardo Laterza di Adesso Trieste e Francesco Russo della Lista Russo-Punto Franco

Tre candidati sindaco, sui quattro invitati ad intervenire, si sono presentati oggi al confronto in Molo IV con le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil). A lasciare la sedia vuota è stato il sindaco uscente Roberto Dipiazza che, come spiegato dagli organizzatori, ha preferito declinare l'invito. A presentare i punti programmatici sui temi lavoro e sociale sono quindi stati Alessandra Richetti (MoVimento 5 stelle), Francesco Russo (Lista Russo - Punto Franco) e Riccardo Laterza (Adesso Trieste).

Michele Piga (Cgil), introducendo il dibattito, ha espresso le sue preoccupazioni legate alla fase post pandemia. Deluso dall'approccio della Giunta uscente con la quale "è venuto meno quel confronto di cui tutte le città democratiche hanno bisogno", Piga ha evidenziato la necessità di "politiche sociali che possano adeguarsi alla nuova povertà".

Richetti ha espresso la volontà di costruire "una città policentrica, dove il territorio e le componenti della società devono avere voce in capitolo affichè le cose funzionino". "La mia esperienza circoscrizionale - ha spiegato  - mi ha permesso di capire come funziona la macchina comunale e che la partecipazione è fondamentale, soprattutto dopo aver visto territori dilaniati da scelte imposte dall'alto". Richetti ha quindi evidenziato la mancanza di competitività, che "possa portare Trieste in testa in diverse situazioni, a partire dai fondi e bandi ad oggi mai sfruttati".

Per Russo la vera rivoluzione si potrà fare grazie ai fondi europei in arrivo, una possibilità per provare a rilanciare la città e sfuggire da "un trend che ha lasciato andare migliaia di giovani", potendo così dare "un futuro alle nuove generazioni". Fondi con cui bisognerà capire "quale futuro occupazionale dare a Trieste, sulla base di due asset: Porto Vecchio, che deve uscire dalla metodologia da "spezzatino" e i punti franchi che, grazie agli enormi passi in avanti degli ultimi anni, saranno capaci di attirare imprese".

Dopo aver definito il gesto di Dipiazza "un torto a tutte le organizzazioni sindacali e a chi desidera esprimere un voto informato", Laterza ha parlato di "economia giusta e inclusiva". "L'emigrazione giovanile è solo uno dei tanti sintomi - ha dichiarato-. Trieste è una città che, pur essendo relativamente ricca, ha una base economica fragile, basata sulla rendita e posizioni di potere tanto economico quanto politico che le impediscono di crescere e includere chi vorrebbe restare o tornare a vivere qui". Per il candidato sindaco di Adesso Trieste il Porto Vecchio deve tornare "ad essere una zona produttiva della città e non un nuovo borgo focalizzato solo sul sviluppo immobiliare". Inoltre, per quel che concerne il ruolo del Comune, ha sottolineato la necessità di "gestire le regole degli appalti in maniera condivisa con i rappresentanti dei lavoratori e di quelli gli utenti dei servizi finali" e "incentivare, nell'ambito delle sue competenze, le imprese sviluppando, come accade in altre città, marchi e certificati di qualità sia per produzioni che erogazione dei servizi". "Con l'arrivo del Pnrr bisognerà abbandonare le vecchie logiche e dare spazio ad un cambio di paradigma in tutti gli ambiti della città" ha concluso Laterza.

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