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Cani sui bus: maleducazione, doveri e diritti... violati

Sono passati quasi sei mesi dall'attuazione, anche sui mezzi addetti al Trasporto Pubblico, dall'introduzione della legge regionale 5/2015, ma sembra che qualche autista non abbia (volutamente) recepito il nuovo regolamento. Continua poi la diatriba tra cinofili e "no-cani"

Lo scorso 22 giugno, dopo l'approvazione della legge regionale 5/2015 che imponeva ai gestori del servizio di trasporto pubblico di far accedere i cani sulle vettura, la Trieste Trasporti diramava una nota stampa in cui appunto informava sulle novità introdotte dalla legge, in attesa della modifica del regolamento di vettura:

È consentito il libero accesso degli animali d’affezione su tutti i mezzi di trasporto pubblico operanti nel territorio regionale; i detentori di cani sono obbligati ad usare sia il guinzaglio che la museruola, ad eccezione di quelli destinati all’assistenza delle persone prive di vista. È concesso comunque l’utilizzo del trasportino in alternativa alla museruola. I gatti e i cani con particolari condizioni anatomiche, fisiologiche o patologiche che non possono far uso della museruola devono viaggiare all’interno di trasportini. Il detentore che conduce animali d’affezione sui mezzi di trasporto pubblico dovrà aver cura che gli stessi non sporchino o creino disturbo o danno alcuno agli altri passeggeri o alla vettura, pena risarcimento del danno causato. Non è ammesso il trasporto di più di due cani per autobus. L’animale potrà essere allontanato, senza diritto al rimborso del biglietto, ad insindacabile giudizio del personale aziendale, in caso di notevole affollamento e qualora arrechi disturbo ai viaggiatori.

Come per i cani in spiaggia o parchi pubblici, si è accesa una bagarre tra amanti e proprietari di cani e non: i primi ovviamente gioivano per il nuovo diritto ricevuto, i secondi al contrario hanno criticato la scelta per i più svariati motivi (dalla crudeltà verso l'animale alla questione igienica). 

Fatte le dovute premesse, veniamo al caso particolare: il sottoscritto, proprietario di una Golden Retriever (linea americana) di cinque mesi, quindi una cucciolo gioiosa e giocosa, ma fin da subito educata e ora anche in fase di addestramento con la Scuola Cani Salvataggio Fvg (sezione locale della Sics di Ferruccio Pilenga), lo scorso giovedì per necessità ha dovuto utilizzare un mezzo della Trieste Trasporti per recarsi in città (in zona viale XX Settembre). Guinzaglio corto (1,5 metri) e museruola alla mano (come da legge) stavamo per salire sul bus della linea 3 in piazza Oberdan, ma il primo campanello di allarme di un viaggio non proprio "sereno" è stato il tentativo di chiudere la porta in faccia da parte dell'autista.

skye-2Una volta bloccata la porta con il mio corpo, ho fatto salire Skye (questo il nome della cucciola) e sono stato aggredito verbalmente dall'autista che mi ha chiesto di mettere la museruola al cane e mettermi in un angolo (ovviamente in dialetto triestino e in modo poco cortese). Questi primi 10 secondi di "avventura urbana" manifestano già due problemi: il regolamento non spiega se la museruola vada fatta indossare al cane prima di salire sul bus o una volta a bordo (poi comunque ogni proprietario dovrebbe conoscere il proprio amico a quattro zampe e i rischi; se anche la museruola andasse posizionata prima, bisognerebbe allora che i conducenti dessero il tempo (5 secondi) di concludere questa operazione, senza tentare di lasciare a terra l'utente: tenere la museruola al cane in attesa del bus potrebbe essere un forte stress per l'animale, quindi meglio limitare al solo viaggio questo sistema di prevenzione. Il secondo punto che va poi chiarito è quello del posizionamento sul mezzo: il regolamento non ghettizza proprietario e animale, allora perchè questo conducente si è permesso di obbligarmi in un luogo preciso?

Consapevole dei miei diritti e doveri, non ho voluto protestare né spiegare che avrei potuto scrivere un articolo in merito, per vedere se questo suo atteggiamento aggressivo e scortese si sarebbe reiterato anche dopo aver eseguito i suoi "ordini". Due fermate dopo, la prima di via Battisti, salgono altre persone, ma sul mezzo c'è ancora molto spazio (vedi foto). Sale anche una signora con un cane di taglia piccola (volpino o chihuahua), guinzaglio corto e museruola in mano, ma il conducente esce dalla sua postazione di guida, va sul retro e fa scendere la donna adducendo la scusa della museruola da indossare subito. Poi è tornato ed è ripartito, senza dare il tempo alla signora di provvedere al suo diktat.

Alla fermata dopo, infine, sono sceso e questo autista ha toccato l'apice della "non professionalità". Per documentare il mio episodio ho fatto una foto con il cellulare al bus (quella qui sotto) ma lui non ha gradito: per circa 60 metri mi ha seguito con l'autobus a passo d'uomo cercando di incrociare il mio sguardo, ma ovviamente io ho proseguito per la mia strada e una volta girato l'angolo ho sentito il mezzo accelerare e proseguire per via Giulia.

Sono passati diversi giorni da questo episodio, volutamente. Infatti ho prima pubblicato un post su Facebook per carpire gli umori degli altri proprietari di cani e utenti della Trieste Trasporti: quasi 1000 "Mi piace", 500 "Condivisioni" e 150 "Commenti" circa danno l'idea dell'importanza del tema, molti dei quali all'interno del gruppo "Te son de Trieste se...".

Per prima cosa che va precisata è che molti cinofili hanno avuto problemi con quella tratta, presumibilmente con lo stesso autista. Una nota che va a favore della categoria lavorativa, ma non scagiona del tutto la Trieste Trasporti sull'ambiguità del regolamento e la troppa discrezionalità concessa a conducenti che, come nel mio caso, possono essere aggressivi ed estremisti nell'applicarlo.

Il resto dei commenti invece hanno di nuovo visto la bagarre tra proprietari di cani e "non amanti": da addetto ai lavori e persona che si è avvicinata al mondo della cinofilia (grazie anche alle lezioni impartite dall'educatore cinofilo e presidente della Scuola Cani Salvataggio Fvg, Giovanni Tius) posso affermare che c'è molta ignoranza sul tema (mi ci metto anche io) e sarebbe necessario un corso di preparazione all'acquisto e/o adozione di un cane e poi almeno uno base sull'educazione dell'amico a quattro zampe: per prima cosa si eviterebbero forse spiacevoli inconvenienti nella gestione del cucciolo, inoltre i proprietari sarebbero in grado di spiegare a chi critica la bontà delle proprie azioni (come la museruola, il trasporto in autobus, la gabbia, ecc).

Il mio personale invito ai proprietari di cani è quello di comportarsi in modo civile (per esempio raccogliendo le deiezioni canine o evitando di lasciarli scorrazzare liberi in luoghi non idonei o molto affollati: solo in questo modo cadrebbero il 90% delle critiche dei "no-cani") e ai non proprietari di cani di rispettare chi ha fatto una scelta di vita, cioè quella concedere tempo e amore a un essere vivente che sa ricambiare come nessun'altro al mondo.

autobus trieste trasporti skye-2

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