Cronaca Via Carlo Ghega

Cannabis legale: "Il Legal" abbassa le serrande "finché non sarà fatta chiarezza"

I commercianti non vedono una minaccia nella recente sentenza della Corte di Cassazione, ma il titolare dei distributori di via Ghega e via Cologna preferisce tutelarsi in via preventiva: "Una caccia alle streghe, chi governa dovrebbe pesare le parole". Rimane invece aperto Hemp Store in viale XX Settembre

Trema il mondo della cannabis legale: dopo la notizia sulla sentenza della Corte di cassazione molte testate nazionali hanno annunciato la prossima chiusura di questi punti vendita. Tuttavia secondo molti commercianti, come confermato anche da una nota di Federcanapa, la sentenza non dovrebbe cambiare assolutamente niente perché giudica reato la vendita di queste sostanze “salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante”. La cosiddetta “cannabis light”, invece, non produrrebbe effetti di questo tipo perché contiene THC al di sotto di un limite già fissato per legge. Tutta la diatriba, su cui si farà chiarezza nei prossimi giorni, si gioca appunto sull'effettivo significato delle parole "efficacia drogante". 

Cannabis light: Trieste capofila in regione 

Lo spiega il titolare dei due distributori che a Trieste portano il marchio “Il Legal”, un progetto di franchising partito da Trieste ma che ha in programma anche aperture in tutta Italia. “A leggere la sentenza con attenzione – spiega il titolare Paolo De Vescovi - non dice nulla di nuovo: sottolinea il divieto di vendere determinate sostanze come fiori e derivati se non hanno “efficacia drogante”, quindi con un livello di THC inferiore allo 0,5%. La vendita dovrebbe essere perciò lecita, perché i nostri prodotti sono tutti al di sotto della soglia”.

De Vescovi, non senza rammarico, annuncia tuttavia che “In via precauzionale abbiamo comunque deciso di abbassare le serrande finché non sarà fatta chiarezza, perché ci è arrivata notizia che in altre città d'Italia ci sono stati dei sequestri da parte delle forze dell'ordine, il che innescherà probabilmente un procedimento penale. È successo a Roma, Taranto e Bari, e in altre città ci sono state chiusure a titolo preventivo. Siamo vittima di una caccia alle streghe e di accuse da parte di chi al governo dovrebbe misurare le sue parole verso dei commercianti onesti e una filiera produttiva in crescita. Sicuramente in questo momento le mafie stanno brindando perché la vendita legale di questi prodotti causa loro un danno enorme”.

Il Legal 3-2

Ha preferito invece tenere aperto il negozio la titolare di Hemp Store in viale XX Settembre: “i nostri prodotti contengono tutti meno dello 0,2% di THC, quindi siamo abbondantemente entro i limiti di legge, è stata una nostra scelta anche se qualche decimo di punto in più potrebbe fare gola a molti. Un approccio del tutto ingiustificato perché anche una percentuale dello 0,5 sarebbe  impercettibile e nulla cambierebbe alla cosiddetta 'efficacia drogante'. Per questo penso e spero che questa sentenza non ci porterà alla chiusura”.

“Un piccolo imprenditore – conclude la titolare - deve sostenere delle spese e non può permettersi di chiudere per qualche giorno, ma il motivo che mi spinge a non abbassare le serrande è che in questo modo dimostro di portare avanti qualcosa di lecito, non farlo sarebbe come ammettere una colpa che non ho. Spero si faccia chiarezza a breve perché non sono uno spacciatore, pago le tasse e mando avanti la mia attività alla luce del sole”. 

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