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Cantiere Cattinara, "ultimatum" di 15 giorni alla ditta

L'Azienda Sanitaria minaccia di sciogliere il contratto da 130 milioni con l'impresa vincitrice della gara d'appalto se non presenterà un nuovo progetto esecutivo. Poggiana: "Criticità strutturali e amministrative importanti". Riccardi: "Il rischio è posticipare tutto di un altro anno"

Blocco al cantiere di Cattinara: l'Azienda Sanitaria minaccia di sciogliere il contratto da 130 milioni con la ditta Clea. I lavori erano stati sospesi lo scorso novembre in quanto erano state rilevate delle criticità, sia dal punto di vista progettuale sia di carattere amministrativo. Alla richiesta di ovviare ai problemi, la ditta ha fornito una risposta giudicata non soddisfacente e, dopo mesi di trattative, è scattato l'ultimatum. Ora Clea ha ancora una decina di giorni (il termine i 15 giorni è stato dato giovedì scorso) per presentare un nuovo progetto esecutivo, in mancanza del quale si procederà alla risoluzione del contratto. In questo caso il rischio è quello di spostare l'inizio dei lavori anche di un altro anno, ossia l'inizio di luglio del 2020.

Le opzioni

La notizia è stata data dall'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e dall'ASUITS, nella persona del commissario straordinario Antonio Poggiana. “A questo punto si prospettano tre scenari - ha spiegato Riccardi -: la ditta potrebbe rispondere soddisfacendo le condizioni, e ce lo auguriamo, in caso contrario si scorrerà la graduatoria affidando il cantiere al secondo arrivato, oppure si chiuderà questa esperienza e si procederà a un'altra gara. Situazione, questa, che porterebbe a tempi troppo lunghi e non in linea con la realizzazione di questa opera pubblica”.

Le criticità

Le criticità emerse, come evidenziato da Poggiana, sono progettuali (relativamente all'adeguamento antisismico) e amministrative: “Il collaudatore è stato molto chiaro: il problema è un elemento strutturale che è stato giudicato non collaudabile e quindi non presentabile alla commissione antisismica e agli organi tecnici regionali. Per quanto riguarda invece il lato amministrativo mancano le garanzie assicurative, le polizze fidejussorie aperte dai costruttori, che assicurano al committente di avere le risorse sufficienti per ultimare il cantiere. Abbiamo quindi chiesto di poter ottenere garanzie da assicurazioni e istituti di credito finanziario”.

“Al momento della firma del contratto – ha dichiarato Poggiana - l'appaltatore ha richiesto di fare alcune opere propedeutiche di strip out, ossia liberazione dei 5 piani e la costruzione del canale dei servizi (il cosiddetto tunnel)”. Al momento, quindi, cinque piani della struttura non sono utilizzabili ma, è stato dichiarato nella conferenza stampa, “è stata l'impresa a voler avviare queste demolizioni controllate per avere una maggior conoscenza delle parti strutturali. Avevano i disegni storici e non fotografie di dettaglio, volevano rimuovere finiture e impianti per valutare la parte statica”.

L'augurio di Riccardi

“Noi ci auguriamo – ha concluso Riccardi – che nei 15 giorni previsti questa situazione venga risolta. Abbiamo il dovere di fare in modo che questa opera venga realizzata nel minor tempo possibile, anche se l'operazione è complicatissima perché effettuata in una struttura che deve continuare a funzionare”. 
 

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