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Capo della Polizia Gabrielli a Trieste incontra il Sap e gli altri sindacati di Polizia

In visita a Trieste, il Capo della Polizia Franco Gabrielli ha incontrato in Questura nel primo pomeriggio i rappresentanti sindacali delle sigle della Polizia di Stato di Trieste. Il segretario pronvinciale del Sindacato autonomo di polizia, Lorenzo Tamaro in un comunicato ha rilasciato diverse dichiarazioni sull'incontro

Oggi nel primo pomeriggio l'incontro tra il Capo della Polizia Franco Gabrielli e alcune sigle sindacali della Polizia di Trieste, tra queste il Sindacato autonomo di polizia con la presenza del suo segretario provinciale Lorenzo Tamaro.

L'incontro con il Capo della Polizia «è stato positivo, caratterizzato dalla reciproca disponibilità all’ascolto e alla costruttiva volontà di affrontare e risolvere i tanti problemi che affliggono le donne e gli uomini della Polizia di Stato, cosa che mancava da troppo tempo. Il Sap sta portando avanti da tempo, sia in ambito nazionale che locale, una massiccia operazione mediatica di denuncia delle condizioni dell’apparato sicurezza, perché le rivendicazioni sindacali all’interno sono sistematicamente disattese e da qualche tempo nemmeno ascoltate», dice Tamaro per poi continuare.

«Vorremmo tornare ad un confronto sui tavoli sindacali, confronti concreti, con risultati concreti ormai improcrastinabili. Parlando al Capo della Polizia, abbiamo auspicato che ciò avvenga confidando che lui rappresenti davvero il cambiamento dei rapporti rispetto al passato recente tra il Dipartimento e gli operatori di polizia. Sono state numerose le criticità di carattere locale (le stesse presenti in ambito regionale e nazionale) affrontate dal Sap durante l’incontro con il Capo della Polizia Franco Gabrielli».

Aggiunge ancora Lorenzo Tamaro: «Temi importanti come quelli in discussione in questo periodo sul reato di tortura, che tanto preoccupano il personale che lamenta di essere stato spesso lasciato “solo” da tutti in questi anni. Sono stati toccati argomenti relativi agli equipaggiamenti che costituiscono la “sicurezza” degli operatori di polizia nello svolgimento del servizio, dotazioni spesso vecchie, obsolete, inefficaci a fronteggiare i pericoli e le sfide di questi tempi. È stato inoltre affrontato il problema del mancato turn-over e dell’età media troppo avanzata che ha determinato il ”disarmo” dei commissariati di Rozzol-Melara e di Opicina malgrado le sempre maggiori richieste dei cittadini di una presenza capillare delle forze dell’ordine sul territorio».

«È stato poi toccato il problema dell’immigrazione, così sentito in questa zona confinaria e in tutta la nostra regione così difficile da “difendere”, chiedendo l’ausilio e l’impiego dei militari soprattutto nella vigilanza degli obiettivi fissi e sensibili, al fine di poter restituire gli operatori di polizia ai propri compiti. Gabrielli ha assicurato la sua costante disponibilità all’ascolto ed il suo impegno volto alla risoluzione delle problematiche esposte ma è chiaro che le troppe difficoltà incontrate nell’apparato sicurezza impongono al SAP la massima attenzione; ci attendiamo, dopo anni di silenzio e mancate risposte su troppe cose, fatti concreti che ridiano fiducia agli uomini e donne della Polizia di Stato per creare una nuova polizia, più efficiente, moderna, migliore e soprattutto al passo con i tempi per contrastare le sfide presenti così difficili ed impegnative», conclude il segretario del Sap di Trieste, Lorenzo Tamaro.


 

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