“Caracreatura”: Pino Roveredo racconta la battaglia tra amore e droga

Al Rossetti, un intenso atto unico tratto dal romanzo dello scrittore e drammaturgo triestino, da sempre impegnato nel sociale. Grande prova per gli attori Maria Grazia Plos, Andrea Germani e Riccardo Maranzana

Ognuno reagisce al dolore altrui in maniera differente. Sbuffi e insofferenza, empatia e partecipazione, indifferenza e gelo. Tutte queste sfumature, sui visi in platea ieri sera al Rossetti, nell’intima sala Bartoli in occasione di “Caracreatura”, atto unico di Pino Roveredo.
Solo un tavolo pieno di avanzi, sul palcoscenico, e una sciatta donna di mezza età intenta a lamentarsi. Il pubblico lo immagina: sentirà i suoi lamenti dall’inizio alla fine. Dentro di lei c’è tutta la stanchezza, la rabbia, il livore che possiamo immaginare dentro una sola persona. Maria Grazia Plos, l’attrice, concentra in sè e riproduce queste emozioni, molto fedelmente, scaricandole con tutto il loro peso sulle spalle di chi ascolta. Il suo personaggio si chiama Marina, ha cinquant’anni, suo marito è morto di cancro e suo figlio è schiavo della droga in tutti i sensi: economicamente perché si guadagna da vivere vendendola, fisicamente perché ne dipende.

Dietro a Marina si staglia un grande pannello bianco, su cui vengono proiettate per più di un’ora gocce di pioggia che scorrono lungo un vetro (una realistica riproduzione di Maurizio Bressan). Uno stillicidio anche sonoro, altro elemento che non aiuta chi ha pagato il biglietto pensando di distrarsi dai problemi di ogni giorno. Contrariamente alle aspettative, però, su quel pannello si inizia a vedere molto altro e si delinea una storia che non lascia respiro. Quella donna squallida e lamentosa, la stessa che all’inizio crea sensazioni contrastanti (tra cui quella di uscire dalla sala), quasi smettiamo di vederla perché ci trasformiamo in lei. Il rifiuto diventa identificazione, non ci sono più i lamenti di un’estranea, solo l’intensità della sua storia.

Altre voci intervengono nel soliloquio di Marina che si trasforma in una serie di incalzanti duetti: prima con la voce radiofonica che riferisce l’arresto del figlio Gianluca, poi con Gianluca stesso, un personaggio che oscilla tra la spavalderia del piccolo criminale e il pianto di un bambino che vuole solo essere salvato dalla mamma. Una grande prova attoriale per Andrea Germani, che la supera incarnando un personaggio duplice, antagonista e “oggetto del desiderio”, nonché ostaggio tra i due fuochi che reggono il dramma: l’amore materno e la dipendenza da eroina.

Molti altri i temi in gioco, come la lotta tra generazioni: da una parte una donna religiosa che beve aceto per espiare ridicoli peccati, dall’altra un ragazzo che fa a pezzi una famiglia, sè stesso e la legge italiana senza quasi sentirsi in colpa. E soprattutto il tema del carcere, grande battaglia dello scrittore e regista Roveredo (ora garante regionale per le persone private della libertà personale, e a sua volta ex detenuto). Quel carcere che non insegna niente e in cui svanisce ogni speranza, ma non sempre: affiancando un programma alternativo e insegnando un mestiere ai detenuti le cose possono cambiare.

Un universo, quello di “Caracreatura”, pieno di riflessioni possibili, costruito con la roccia dura delle esperienze di vita e cesellato da una scrittura potente, piena di immagini che sfiorano il monumentale.
Ultima nota di merito va a Riccardo Maranzana, presente solo in registrazione (e in platea) nella parte del padre, prima morente e poi defunto, prima visibile e poi ridotto a un’ombra dalla voce distorta. Convincente e raggelante in entrambe le versioni.
Ingredienti, questi, che tengono alta l’attenzione nonostante il senso di rifiuto e pesantezza iniziale. E anche se tutti reagiamo al dolore altrui in maniera diversa, il climax finale produce il miracolo di una reazione quasi unanime.

Dello spettacolo Caracreatura” e dei temi che Pino Roveredo vi racchiude, si parlerà sabato 18 marzo alle 11.30 all’Antico Caffé San Marco per un nuovo appuntamento del ciclo “AperiTeatro”. Saranno presenti all’incontro-conferenza Pino Roveredo, Maria Grazia Plos, Andrea Germani e Riccardo Maranzana.
“Caracreatura” va in scena alla Sala Bartoli da giovedì 16 marzo alle 21 a giovedì 30 marzo. Si ricorda che di martedì e venerdì lo spettacolo ha inizio alle 19.30, mentre le pomeridiane sono in programma di domenica alle 17.

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