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Carcere, D'Amore (Ugl Pp): «Emergenza detenuti psichiatrici, necessaria presenza operatori»

«Danneggiamenti, atti autolesionistici, aggressioni e offese di ogni tipo sono all'ordine del giorno». Riccardi: «Bisogna intervenire subito!»

«La Polizia Penitenziaria è lasciata sola a gestire una decina di detenuti con gravi problemi spichiatrici e giornalmente protagosnisti di continui espisodi critici: danneggiamenti, atti autolesionistici, aggressioni e offese di ogni tipo sono all'ordine del giorno. Bisogna intervenire subito!» è l'accorato appello della Segretaria Regionale per il Triveneto della U.G.L. Polizia Penitenziaria Federica D'Amore che, in una nota inviata anche al Provveditore dott. Sbriglia, alla Presidente del Tribunale di Sorveglianza dott.ssa Magnavita, alla Garante dei diritti dei detenuti dott.ssa Burla ed alla Coordinatrice della Medicina Penitenziaria di Trieste dottoressacMasala, si rivolge all'Assessore Riccardi per chiedere un intervento urgente volto alla ricerca di soluzioni praticabili per una migliore gestione dei detenuti con problemi di salute mentale ospitati al Coroneo.

«Sono circa una decina in tutto l'istituto, ma il problema di gestione più grande riguarda I detenuti che non possono convivere con gli altri, sono isolati dalla restante popolazione ristretta al Coroneo proprio a causa delle loro patologie psichiatriche; spesso non sono in grado di gestire la loro igiene personale ed anzi urinano e defecano anche nel corridoio e nelle docce, proprio dove I colleghi hanno la loro postazione di servizio e sono costretti a permanere in una condizione di totale insalubrità visto che non esiste nemmeno un sistema di areazione e di riciclo dell'aria», denuncia la D'Amore che riporta anche una certa preoccupazione rispetto agli altri detenuti presenti in istituto, stanchi di sopportare le urla e il rumore dei suppellettili sbattuti dai detenuti con problemi psichiatrici a tutte le ore del giorno e della notte: «sono arrivate alla nostra segreteria anche voci di lamentele dei detenuti comuni che non sopportano più la situazione perché quelli “psichiatrici” non li fanno dormire la notte; stanno pensando di organizzare una protesta che faccia rumore per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema e questo ci preoccupa vista la carenza di personale attualmente presente al Coroneo, con l'inizio del piano ferie estivo; inoltre i rumori molesti di questi detenuti disturbano non poco anche gli abitanti di via Coroneo e delle altre vie limitrofe al carcere».

Già in passato la UGL PP era intervenuta per denunciare il disturbo arrecato alla quiete pubblica da parte di un detenuto “urlatore” che disturbava il sonno di tutto il vicinato ed ha ottenuto l'immediato trasferimento presso un altro istituto che non si trovasse in pieno centro cittadino. Stavolta la situazione riguarda più detenuti e la prima cosa da fare secondo la sindacalista è «fare in modo che gli operatori della psichiatria affianchino il personale di Polizia Penitenziaria nella gestione di queste persone; questi detenuti sono rinchiusi nella loro camera anche 23 ore al giorno nella sezione isolamento, per loro non esistono sale di socialità o attività dedicate e la loro condizione clinica sta inesorabilmente peggiorando; fanno richieste disperate e continue ai poliziotti chiamati a sorvegliarli i quali si sentono soli, alle volte impotenti di fronte alle loro necessità, sempre più sotto stress perché devono fronteggiare continuamente situazioni allarmanti e critiche causate da queste persone».

Si tratta infatti di detenuti particolari con particolari esigenze di cura e trattamento, e la Polizia Penitenziaria non può fare tutto da sola; anche il Direttore del carcere dott. Casarano ha compreso la situazione critica vissuta dai suoi uomini della Penitenziaria e si è attivato per quanto di sua competenza, ma «non sono sufficienti sparute visite degli psichiatri, serve una presenza continua e costante di operatori specializzati nella sezione, accanto alla Polizia Penitenziaria, e che il Servizio Sanitario prenda seriamente in carico questi pazienti con programmi terapeutici individualizzati».

UGL PP chiede un intervento immediato a salvaguardia della salute di questi detenuti e dell'incolumità e della salute dei poliziotti penitenziari, ormai allo stremo delle forze, perché la situazione ha raggiunto un livello massimo di tollerabilità. Conclude la D'Amore: «i Poliziotti Penitenziari triestini negli ultimi mesi si sentono sovraccaricati della responsabilità totale della gestione di tali detenuti che in definitiva vedono in loro l'unico interlocutore cui rivolgere le più disparate istanze; nelle numerose fasi aggressive di queste persone i poliziotti sono invece bersaglio di continui insulti, lanci di oggetti, tentativi di aggressione e sono costretti a lavorare in condizioni veramente inaccettabili».

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