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La denuncia / Isontino

"Gravissima carenza di personale", dal carcere di Gorizia monta la protesta

Nel pomeriggio del 3 giugno i sindacati erano chiamati alla firma del Protocollo di Intesa Locale. "Interrotta ogni discussione, da tempo non ci sono le condizioni minime per proseguire". Annunciato l'appello al provveditore per il Triveneto. "Pronti ad ogni forma di protesta"

"Gravissima carenza d'organico, eccessivo carico di lavoro del personale chiamato ad assolvere più mansioni contemporaneamente e l'aumento dello stress cronico". Tocca alle organizzazioni sindacali denunciare la situazione del penitenziario di Gorizia dove Cgil, Cisl, Uspp, Sappe e Osap (all'appello mancava la Uil, convocata ma di fatto assente) erano chiamate a firmare la convenzione sul Protocollo di Intesa Locale (Pil) in relazione all'organizzazione del lavoro. Durante la riunione però non si è riusciti a perseguire l'obiettivo di "definire le linee guida dell’organizzazione del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria all’interno dell’istituto isontino". 

"Nessun punto di incontro"

Secondo i sindacati è proprio la grave carenza dal punto di vista del personale a non permettere "nessun punto d’incontro per la firma di un accordo che garantisca il funzionamento dell’istituto e i diritti dei lavoratori". Nella nota congiunta si lamentano evidenti e numerose criticità. A partire ad esempio dal fatto che nel penitenziario lavorano 25 agenti di polizia penitenziaria ma che, attualmente, tra infortuni e ferie, a tenere in piedi il tutto sarebbero "quindici, non di più". "Sono troppi anni che nel carcere di Gorizia la Direzione dell’istituto per far fronte alle quotidiane esigenze lavorative ricorre all’utilizzo delle ore di lavoro straordinarie -prosegue la nota - programmandole addirittura, sarebbero invece previste per fronteggiare solo situazioni “straordinarie”, tant’è che nel 2021 il monte ore straordinario assegnato è stato ampiamente superato".

L'appello al provveditore, proteste in vista

A febbraio, secondo i sindacati, si sarebbe verificata una evasione e rappresenterebbe la prova dell'eccessivo carico di lavoro del personale. "Pur apprezzando gli sforzi della Direzione delle carceri goriziane interrompono ogni discussione perché ritengono che non ci siano le condizioni minime d’organico per poter proseguire il protocollo d’intesa locale sull’organizzazione lavorativa. Ritengono pertanto necessario rivolgersi al Provveditore del Triveneto Martia Milano per un fattivo interesse al problema d’organico che affligge questa realtà lavorativa da anni, ribadendo che “per garantire la sicurezza, l’operatore deve lavorare in sicurezza. Il personale in servizio alla casa circondariale di Gorizia ricorrerà se necessario a manifestazioni di protesta pur di vedersi riconosciute le condizioni lavorative previste". 

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