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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

Guidò la rivolta nel carcere minorile di Treviso, triestino tra gli indagati

Un ventiduenne triestino è ritenuto tra i presunti responsabili della sommossa scoppiata nell'aprile di due anni fa all'interno dell'istituto di Santa Bona. Secondo le accuse fu lui, assieme ad un ventenne di Bolzano, ad aver guidato la rivolta. In totale sono dieci gli indagati. Si va verso la chiusura delle indagini

TREVISO - La procura per i minorenni di Treviso sta chiudendo le indagini per la sommossa scoppiata nell'aprile 2022 nell'istituto di Santa Bona e tra gli indagati risulta esserci anche un ventiduenne di origini triestine. A dire il vero, secondo quanto sostenuto dall'accusa, nell'episodio di due anni fa il giovane triestino ebbe un ruolo significativo. Secondo le indagini, infatti, fu lui a guidare la rivolta assieme ad un ventenne originario di Bolzano. Entrambi sono accusati delle ipotesi di reato di lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e devastazione. La sommossa aveva portato, come menzionato dai colleghi di Treviso Today, alla temporanea chiusura della struttura e al trasferimento in altri istituti di tutti i protagonisti della vicenda. 

L'inchiesta

Le indagini hanno quindi portato all'identificazione di dieci persone. Nell'occasione erano stati dati alle fiamme mobili e alcuni agenti erano stati aggrediti brandendo degli estintori. Tra gli altri otto detenuti figura anche il 16enne che accoltellò con 23 fendenti Marta Novello il 22 marzo del 2021, a Marocco di Mogliano, mentre la donna stava facendo jogging in via Marignana. In seguito alla rivolta il sedicenne fu trasferito in una struttura di Napoli da cui fu poi scarcerato per un vizio di forma (un errore nella trascrizione di una data del suo ingresso in comunità, come prevedeva la sentenza di secondo grado) per poi fuggire con la madre in Inghilterra. Prima di guadagnare la libertà era stato condannato a sei anni e otto mesi in primo grado, pena ridotta a cinque anni in appello. La Cassazione ha poi annullato la condanna. 

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