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Partiti i primi treni cargo sulla Transalpina

Continua l’integrazione degli impianti ferroviari del Porto di Trieste: collegamento diretto tra Campo Marzio e Villa Opicina

Nuovo potenziamento del sistema ferroviario al servizio del porto di Trieste. Lo scalo, entrato nella top ten dei porti UE secondo l’Eurostat, avrà ulteriore slancio. Dall’1 marzo 2020 RFI ha restituito all’esercizio delle imprese ferroviarie, la Transalpina nella tratta di collegamento da Villa Opicina a Trieste Campo Marzio e viceversa, lungo un percorso di 14 km, con inoltro dei treni via Rozzol, e una pendenza massima del 25 per mille. La vecchia linea asburgica torna operativa, e costituisce un polmone alternativo per il porto di Trieste, che tanto ha investito sullo sviluppo ed efficientamento delle infrastrutture esistenti.

Ad Adriafer, il compito di svolgere il servizio di trazione dei treni merci sulla tratta. La controllata al 100% dell’Authority giuliana ha infatti ottenuto da RFI l’autorizzazione al trasporto di convogli cargo, per container da 40 piedi High Cube (HC) lungo il percorso, con l’ammissione in servizio di due locomotori: Siemens E191 elettrico e Vossloh D 100 diesel. Già due i servizi effettuati nelle ultime settimane: quello di ieri con un treno composto da 20 carri e un carico di 48 container diretto al molo VII, proveniente da Dunajska Streda, in Slovacchia.

“Al via un altro importante progetto di ripristino di linee, - ha voluto rimarcare il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Zeno D’Agostino - che la storia ferroviaria di Trieste ci aveva lasciato e che RFI ha attuato, per consentire l’esercizio di treni cargo di collegamento del sistema logistico del porto di Trieste, in particolare con l’Interporto a Fernetti”.

La tratta di Transalpina ripristinata, pur in presenza di qualche limitazione di esercizio, sarà anche un alternativa all’inoltro dei treni merci per Trieste, che oggi privilegiano la linea costiera. Si costituisce così un importante collegamento diretto tra Opicina e la stazione di Campo Marzio, che evita di impegnare la Trieste-Venezia fino a Bivio d’Aurisina. Dal presidente D’Agostino infine un ringraziamento alle direzioni di RFI di Trieste e al team di Adriafer, che nonostante l’emergenza del COVID-19, è riuscito ad effettuare i primi treni prova lungo il tratto italiano della vecchia ferrovia asburgica, a cui ne seguiranno altri nelle prossime settimane, compatibilmente con l’evolversi della situazione in corso.

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