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Domenica, 23 Giugno 2024
Il ritorno del Carnevale

Anita Ekberg "domača", Village Babe e tanto "morbin": il Carnevale riconquista Trieste

Dopo tre anni di stop a causa della pandemia il ventinovesimo corso mascherato ha invaso il centro cittadino. Premio simpatia alla maschera della celebre attrice e la sua fontana di Trevi. Non sono mancati riferimenti alla pandemia, niente invece per la questione legata ad Alfredo Cospito. Al Palio dei rioni trionfa Valmaura

TRIESTE - Dopo due anni di sosta forzata a causa del Covid Trieste torna a festeggiare il Carnevale e lo fa salutando la vittoria di Valmaura nel Palio dei rioni. Sono stati tantissimi i triestini che nel pomeriggio di oggi 21 febbraio hanno assistito al ventinovesimo Corso mascherato cittadino. Tra una gran folla fatta di principesse, draghi e unicorni, ma anche degli immancabili orsi ed orsetti, ad essere contagioso quest'anno è stato solo il sorriso che ha colorato il viso di grandi e piccini. Un ritorno alla normalità che assume anche un valore simbolico, dato che il primo grande evento annullato a causa del Coronavirus fu proprio il Carnevale.

Palio dei rioni, è trionfo Valmaura

Le maschere di oggi

Oggi, tre anni dopo, le strade di Trieste si sono nuovamente riempite di mascherine, coriandoli, carri e musica, regalando meraviglia e leggerezza. A far divertire il pubblico ci hanno pensato i Village Babe con il loro balletto a ritmo di Y.M.C.A., celebre brano dei Village People (con tanto di siparietto con il sindaco Roberto Dipiazza), e la splendida versione di Anita Ekberg con la personale fontana di Trevi (premio simpatia della redazione di TriestePrima). Tra le maschere più gettonate, Mercoledì Addams, celebre personaggio tornato di moda grazie alla serie tv firmata da Tim Burton e realizzata da Netflix.

Testa al trentesimo anniversario

Nonostante non ci siano stati particolari riferimenti al periodo del virus e alla gestione della pandemia, una maschera ha voluto ri-portare in sfilata l'annosa questione dei vaccini. Un uomo vestito da scheletro ha sfilato con un paio di siringhe e un cartello con la frase divenuta simbolo della pandemia “andrà tutto bene”. Niente riferimenti ad Alfredo Cospito, al 41-bis e alle proteste anarchiche (che invece al Carnevale di Maniago hanno scomodato addirittura la Procura della Repubblica). Tra gli applausi della giuria e degli spettatori, il ventinovesimo Corso mascherato chiude così una delle edizioni più attese. La promessa è quella di rivedersi l'anno prossimo, magari con il cuore più leggero e le mani di nuovo piene di coriandoli. 

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