Sabato, 23 Ottobre 2021
Cronaca

"Ho scelto di abortire e l'ho potuto fare in sicurezza", anche a Trieste la campagna pro Ru486

La campagna di Uaar: "Aborto farmacologico, una conquista da difendere". Le affissioni sono presenti in tutto il Friuli Venezia Giulia

Nelle scorse ore anche a Trieste sono apparsi i manifesti a favore della Ru486, la pillola abortiva che - da agosto scorso, per scelta del ministero della salute - può essere utilizzata per interrompere la gravidanza fino alla nona settimana senza necessità di ricovero. Il poster raffigura una ragazza serena, con un sorriso accennato e una sua dichiarazione: "Ho scelto di interrompere volontariamente una gravidanza con la terapia farmacologica. L’ho potuto fare in tutta sicurezza. La Ru486 evita il ricovero ospedaliero e l’intervento chirurgico: una scoperta scientifica meravigliosa per la salute delle donne». Si tratta della campagna nazionale che l'Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti ha promosso per difendere la possibilità e il diritto di utilizzare l'aborto farmacologico per l'interruzione volontaria di una gravidanza.

Le affissioni sono presenti in tutto il Friuli Venezia Giulia (Trieste, Gorizia, Monfalcone, Villesse, Udine, Latisana, Palmanova, Gemona, Tolmezzo, Cividale, Pordenone, Sacile, Maniago, Spilimbergo, San Vito al Tagliamento), e in particolare nelle città dove sono presenti ospedali. La volontà dell'Uaar è quella di controbattere alle frequenti manifestazioni di paternalismo e stigmatizzazione in materia di aborto, presentato spesso come scelta per forza drammatica e sofferta, denunciando che i «maggiori problemi legati all’interruzione volontaria di gravidanza sono le dinamiche colpevolizzanti, la riprovazione sociale per aver fatto quella scelta, l’imposizione del senso di colpa e del dolore».

La testimonial della campagna è Alice Merlo, la giovane il cui volto è presente nei manifesti e nelle locandine. «I concetti-chiave attorno a cui ruota la nostra nuova campagna sono autodeterminazione, libertà e scienza», spiega Cinzia Visciano, responsabile nazionale dei circoli territoriali dell'associazione. «Per questo abbiamo chiesto ad Alice di esserne il volto: perché il suo sguardo e le parole da lei scelte per raccontare la propria esperienza di aborto medico testimoniano proprio tutto ciò: la capacità di ogni donna di scegliere per se stessa, l’irrinunciabilità di decidere del proprio corpo e della propria vita, l’importanza della ricerca scientifica in materia di salute sessuale e riproduttiva». «Anche in Friuli Venezia Giulia, diverse prese di posizione di esponenti politici locali, referenti di componenti clericali della società, ci indicano che il diritto all’aborto sicuro è sotto attacco. Con questa campagna vogliamo riaffermare con forza il diritto di tutte le donne ad un aborto libero, gratuito e sicuro» dichiara Luciano Bellomo, coordinatore dei circoli Uaar della regione.

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