Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Casa delle Culture su sfratto: «Giunta clerico-fascioleghista, non ci fermeremo»

«La Lega stravolge la realtà, non è stata mozione tecnica ma il sabotaggio di 15 anni di attività tra Trieste e l'Europa»

La Casa delle Culture risponde pubblicamente allo "sfratto", definitivo dopo una mozione della Lega Nord, avanzata in Consiglio comunale lo scorso 30 dicembre. I portavoce dell'associazione pubblicano una comunicazione a toni aspri ed espliciti: «Non è stata affrontata nessuna discussione e siamo d'accordo su questo: continuare a sentire panzane di ogni sorta li avrebbe costretti all’ennesima figura impietosa. Hanno deciso di risparmiarsela. Hanno fatto bene. A loro stessi ma anche a tutti noi. La noiosa e sterile litania la conosciamo già molto bene».

Ciò che viene soprattutto contestato, (e ribadito anche da Roberto Cosolini e altri consiglieri del centrosinistra), è che la mozione sia stata definita "tecnica", e che non fossero necessarie discussioni in merito: «uno stravolgimento della realtà - si riporta nel post - credibile solo per chi segue ciecamente gli sproloqui insensati e deliranti di un Polidori o un Tuiach qualsiasi. Come è risaputo le parole d’ordine per loro sono il nettare di cui si nutrono per ribadire ancora una volta il loro quotidiano “credere e obbedire”».

La mozione del Carroccio esorta ora a «predisporre in tempi brevi […] le procedure per l’assegnazione ad altra associazione ritenuta meritevole», ma i portavoce di Casa delle Culture denunciano un'assenza di soluzioni alternative concrete: «Non una parola su altri spazi, nessuna mappatura delle ulteriori disponiblità esistenti per rispondere e garantire altri simili luoghi alle numerose associazioni e realtà che da anni denunciano queste problematiche e rivendicano la necessità di ampliare questa offerta per tanti e diversi. In una città sempre più povera di spazi d'aggregazione e socialità questa Giunta clerico-fascioleghista decide di provare a chiuderne un altro, nello specifico il nostro. Casa delle Culture, 15 anni di attività, iniziative, presidi e manifestazioni spese tra il quartiere, la città, l’Italia, i confini della Fortezza Europa e il cuore nevralgico dell’Ue, Bruxelles e Francoforte».

«Noi continuiamo il nostro cammino - concludono - andiamo avanti con le nostre attività sapendo bene che le nostre idee, le nostre pratiche e il nostro agire in città non dipendono da un indirizzo ma dalla volontà delle persone di cambiare in meglio il territorio che li circonda. Consapevoli che non sarà un pezzo di carta e qualche firma a cancellare storie ed attitudini, volontà e metodi continuiamo ad invitarvi tutti alle nostre prossime iniziative».

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