Riccardi contro la norma del 2015 sulle Rsa, il Pd rimanda indietro le accuse: "Non faccia lezioni"

Botta e risposta al vetriolo tra l'assessore regionale alla Sanità e la segretaria provinciale Laura Famulari. Riccardi: "Si rivedano i meccanismi che regolano la case di riposo anche riformulando i requisiti minimi". La dem: "Chi doveva prendere adeguate misure di prevenzione tenta di allontanare da sé questo dramma"

Sulla drammatica situazione nelle case di riposo maggioranza e opposizione a livello regionale litigano e rispediscono le rispettive accuse al mittente. E' il caso della querelle nata oggi pomeriggio con il botta e risposta tra l'assessore alla Sanità Riccardo Riccardi e la segretaria provinciale di Trieste del Partito democratico Laura Famulari. L'oggetto della polemica è da retrodatare, secondo il vicegovernatore, a ben cinque anni fa e alle "ultime disposizioni" che sarebbero andate a regolare le residenze per anziani. La Famulari però non ci sta e critica pesantemente l'operato: "Non ci provi nemmeno a cercare alibi e scaricare sul passato le responsabilità per i tragici errori e ritardi del presente". 

Le case di riposo nel capoluogo regionale

Che il "caso" di Trieste sia ben più critico rispetto ad altre aree del Friuli Venezia Giulia è risaputo. Alcune situazioni nelle residenze per anziani (da dove proveniva anche la prima persona deceduta in regione) come La Primula e l'Hotel Fernetti (solo per citare due esempi più eclatanti a causa dell'altissima percentuale tra anziani ospiti e positivi al tampone) hanno provocato un dibattito non solo tra forze politiche ma anche tra gli stessi cittadini di Trieste. Dal canto suo, la giunta Fedriga difende il contenimento e la gestione dell'emergenza e, a colpi di comunicati e lavori in videoconferenza, rivendica il modello Fvg come "il migliore del Nord".  

Rivisti i meccanismi

Sulle RSA Riccardi sostiene che vadano rivisti "i meccanismi che regolano la case di riposo anche riformulando i requisiti minimi per autorizzare questo tipo di strutture". L'equilibrio tra diritti economici acquisiti nel corso degli anni e i requisiti minimi di sicurezza sta mostrando, secondo il vicegovernatore, "tutti i suoi limiti". A Trieste operano 76 strutture, di cui 45 in regime di "promiscuità, come ad esempio nel caso della Primula, un fattore che ha portato il contagio
all'interno dello stesso condominio" ha ricordato Riccardi. "Un modello che da sempre considero inadeguato" e che necessita di una nuova elaborazione e di "un nuovo progetto" capace di "dare una risposta in un ambito che sta tra il domicilio e il ricovero ospedaliero".

La risposta del Partito democratico

"Trieste conta altri dieci morti ed è inaccettabile che chi doveva prendere adeguate misure di prevenzione tenti di allontanare da sé questo dramma parlando di 'requisiti minimi da riformulare' per le case di riposo". Le parole di Riccardi hanno mandato su tutte le furie la segretaria provinciale dei dem, Laura Famulari.  "Ricordi invece che già l'anno passato - così la Famulari - i sindacati avevano denunciato il prolungarsi dei ritardi sul completamento della riclassificazione, che la giunta Fedriga ha ricevuto dal centrosinistra senza mai fissare un termine tassativo per la conclusione della riclassificazione". Riccardi, per i dem, non avrebbe fatto nulla per due anni per limitare il regime di promiscuità. "Non faccia lezioni oggi" ha concluso la dem. 

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