Cronaca

Caso Rasman, in 90 giorni la decisione sul risarcimento di 8 milioni

Questo lo scenario emerso oggi dall'udienza in Camera di Consiglio presso la Corte Suprema di Cassazione a Roma. L'avvocato Defilippi: "Il caso di Riccardo meritava una Sezioni unite, visto che è il primo caso di omicidio colposo per il quale è arrivata una condanna per lo Stato"

Il verdetto si saprà appena tra 90 giorni ma attorno alla famiglia Rasman rimane il lumicino della speranza in relazione alla richiesta di risarcimento degli otto milioni di euro avanzata dall’avvocato Claudio Defilippi e che, se confermata dalla Corte Suprema di Cassazione, potrebbe mettere definitivamente la parola fine ad uno dei fatti di cronaca nera più drammatici dell’ultimo ventennio. 

Riccardo Rasman era un 34enne triestino che la notte del 27 ottobre 2006 venne ucciso da tre poliziotti all'interno dell'appartamento di via Grego, nel rione di Borgo San Sergio a Trieste. Per l'omicidio, nel 2011 la stessa Cassazione condannò a sei mesi di reclusione i tre agenti di Polizia Mauro Miraz, Maurizio Mis e Giuseppe De Biasi. I tre sono tuttora in servizio senza aver mai messo piede in carcere.   

Le parole dell'avvocato

“Abbiamo richiesto la pubblica udienza mentre oggi era stato fissato tutto in Camera di Consiglio” ha affermato Defilippi raggiunto da TriestePrima. “Adesso dovremo verificare cosa succederà da qui al periodo di Natale ma a questo punto chiediamo che venga riconosciuto sia il danno economico che quello tanatologico” (vale a dire il danno subìto da Riccardo Rasman e tramandabile alla sua famiglia).

“Era giovane, avrebbe potuto lavorare, trovarsi un impiego, insomma, aveva tutta la vita davanti”. Il danno subito dalla famiglia era stato quantificato dalla Cassazione, con l’ultima sentenza del 2015, in un milione e 200 mila euro, cifra per la quale era stato condannato al risarcimento il Ministero dell’Interno. Una cifra che la famiglia ha ritenuto da subito insufficiente. “Mancano ancora sei milioni e 800 mila” ha aggiunto Defilippi.

“La sentenza è carente, non dice niente né in primo né in secondo grado” così il legale dei Rasman. “Il fatto che oggi il Ministero non fosse presente – ha continuato il legale – lo interpretiamo come un segnale molto strano ma positivo. Il Ministero infatti sembra non aver detto niente e lo Stato non si è costituito, quindi è come se non avesse nulla da contestare in merito”. 

Secondo Defilippi “avrebbero potuto aggiungere delle memorie all’ultimo minuto o fare un controricorso, ma a noi non risulta”. Niente sembra essere trapelato infatti dalla Camera di Consiglio.  “Per ora non ci sono grandi novità – ha affermato l’avvocato – ma continuiamo a pensare positivo. Tuttavia, trovo che il primo caso di omicidio colposo in cui lo Stato viene condannato al risarcimento meritasse le sezioni unite (la sezione più autorevole della Corte Suprema di Cassazione ndr), e non una semplice Camera di Consiglio”.

Il caso Rasman, queste le conclusioni di Defilippi “rappresenta un precedente molto importante. Speriamo il verdetto possa arrivare prima di Natale”.   

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