Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Chiuso il "caso Tbc" per 2518 bambini: 4 affetti da tubercolosi non contagiosa e 5 positivi

Dopo meno di tre mesi di lavoro l'Azienda sanitaria tira le somme: «La città di Trieste ha dimostrato grande maturità, dai professionisti, al Comune e alla Regione. Non avremmo voluto accadesse, ma abbiamo risposto nel modo migliore che potessimo fare»

foto di Emanuele Esposito

Il 21 settembre alle 18:35 è pervenuta alla struttura Igiene Sanità Pubblica e Prevenzione Ambientale la segnalazione-notifica di un caso di tubercolosi infettiva a carico di una pediatra che effettuava vaccinazioni presso le sedi dei Distretti sociosanitari 1, 2 e 3 dell’Asuits. Dal quel giorno è stato dato via a quella che è stata un'emergenza (più per i numeri di bambini coinvolti che per quelli realmente infettati) che l'Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste ha concluso in meno di tre mesi. 

I primi dati raccolti avevano fatto emergere la dimensione del problema, per cui venerdì 23 settembre presso la Direzione dell’Asuits si è costituito un “tavolo di crisi” composto da referenti dell'Azienda sanitaria, Dipartimento di Prevenzione, Distretti sanitari, SC Malattie Infettive, SC Pneumologia, Direzione Medica di presidio degli Ospedali Maggiore e Cattinara, Ufficio Relazioni col Pubblico, Centro Unico di Prenotazione, Sistema 118, referenti dell’Ircss Burlo Garofolo, rappresentanti dei Pediatri di Libera Scelta operanti nel territorio di competenza dell’Asuits.

Dalla tarda mattinata del 27 settembre sono iniziate le procedure di arruolamento dei bambini e l’adeguamento delle strutture previste dal protocollo. Le chiamate per fissare gli appuntamenti sono iniziate immediatamente in base alle priorità concordate al “tavolo di crisi”. Dal 27 settembre e il 24 ottobre, data in cui sono stati dati gli ultimi appuntamenti, il Numero Verde Sanità ha ricevuto oltre 5000 telefonate e ne ha fatte più di 7000, per contattare le famiglie e attribuire gli appuntamenti in collaborazione con il Cup.  Sono state inviate 348 raccomandate A/R alle famiglie che non è stato possibile raggiungere telefonicamente

14dic16. Caso tbc delli quadri-2

RISULTATI - Ad oggi il programma previsto è stato portato a termine. L’aggiornamento definitivo degli elenchi ha evidenziato che i bambini tra gli 0 e i 6 anni da testare erano 2790. Su 2790 bambini invitati telefonicamente o attraverso raccomandate A/R se ne sono presentati 2496. I bambini che non si sono presentati risultano essere 294: le famiglie in questione sono invitate a contattare il numero verde sanità 800991170 per prendere appuntamento. Dei 2518 bambini sottoposti a test tubercolinico di Mantoux o al Quantiferon test, i positivi in totale sono risultati essere 9, di cui 4 affetti da tubercolosi non contagiosa e 5 positivi al test (né malati né contagiosi).

Per quanto riguarda i contatti familiari o assimilabili della dottoressa infetta, sono risultate positive al test 5 persone adulte su 16, di cui 4 in trattamento preventivo con Isoniazide ed una con sospetta tubercolosi polmonare non contagiosa posta in terapia antitubercolare. Fra i 10 collaboratori professionali che hanno operato a stretto contatto col caso indice, 3 sono risultati positivi al test, di cui 2 in trattamento preventivo con Isoniazide e 1 con tubercolosi polmonare non contagiosa posta in terapia. Fra i 26 contatti lavorativi occasionali una sola persona è risultata positiva al test.

14dic16. Caso tbc delli quadri-2

DELLI QUADRI - «La città di Trieste ha dimostrato grande maturità, dai professionisti, al Comune e alla Regione. Non avremmo voluto accadesse, ma abbiamo risposto nel modo migliore che potessimo fare - ha affermato fiero il direttore generale Asuits Nicola Delli Quadri -. Noi abbiamo scelto di informare tutti appena saputo e abbiamo fatto comunicati periodici e devo dire che la comunicazione di questa città ha svolto un servizio pubblico di rilievo evitando che si precipitasse nello sconforto e allarme. Un ringraziamento doveroso, oltre a tutti i miei collaboratori, va all'associazione Astro che ha portato i clown in dipartimento così da rendere i test meno traumatici per i bambini».

SCANNAPIECO - Il direttore generale dell'Irccs Burlo Garofolo Gianluigi Scannapieco ha sottoscritto quanto affermato da Delli Quadri e ha sottolineato come «siamo stati di fronte a un'emergenza che non ha eguali. L'altra parola chiave è stata la collaborazione, non solo Asuits e Burlo, ma anche chi ha fatto informazione e la politica. Ringrazio anche i genitori che hanno capito che la cosa principale era la salute dei bambini».

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