Cronaca

Caso Val Rosandra, WWF Trieste: «Fuori tempo massimo per la giustia penale»

WWF Trieste: «L'ennesima questione ambientale non vedrà così un definitivo accertamento delle responsabilità in sede penale. Rimangono aperte le questioni che avevano indotto il WWF Italia a seguire la vicenda e a costituirsi parte civile»

«La Corte di Cassazione, preso atto del decorso dei termini di prescrizione, essendo passati sei anni dall'intervento della Protezione civile in Val Rosandra, avrebbe annullato la sentenza della Corte d'Appello di Trieste e rinviato la questione davanti ai giudici civili per una valutazione delle richieste risarcitorie di Ministero dell'Ambiente e del WWF Italia alla luce delle indicazioni che la Suprema Corte darà nella sua motivazione» ha dichiarato il WWF Trieste in una nota stampa.

«Il condizionale è d'obbligo perchè nulla di ufficiale è stato depositato. Quello che è certo è che nessuno degli imputati ha rinunciato alla prescrizione per veder accertata la propria innocenza, dopo la condanna inflita dai giudici d'appello. L'ennesima questione ambientale non vedrà così un definitivo accertamento delle responsabilità in sede penale. Le ragioni risiedono nella dificoltà per la giustizia penale di far luce su questioni particolarmente complesse, nei temi che l'ordinamento penale concede all'accertamento degli illeciti ambientali ancora relegati nel novero dei reati minori».

«Rimangono aperte le questioni che avevano indotto il WWF Italia a seguire la vicenda e a costituirsi parte civile: la manutenzione di fiumi e torrenti deve avvenire in modo rispettoso dei valori naturalistici e paseaggistici degli ambienti fluviali. Sul punto sarà necessario un confronto tra Unione europea, Ministero dei beni e delle attività culturali, Ministero dell'Ambiene e Regioni»

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