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Bar del castello di San Giusto, il Comune porta in tribunale la gestione di 4 anni fa

A darne notizia è stata la stessa amministrazione, dopo la riunione della Giunta del 24 febbraio scorso e che, su proposta del sindaco Roberto Dipiazza, ha approvato l'avvio di "un'azione legale innanzi al Tribunale di Trieste" per la gestione del "Loft story"

La gestione del bar “Loft story”, locale sito sul Bastione Veneto del castello di San Giusto aperto dal 9 luglio 2015 al 31 ottobre 2016, finisce nel "mirino" del Comune di Trieste che ha deciso di intentargli una causa per recuperare un credito di oltre 9000 euro. A darne notizia è stata la stessa amministrazione, dopo la riunione della Giunta che, su proposta proveniente proprio dal sindaco Roberto Dipiazza, ha approvato l'avvio di "un'azione legale innanzi al Tribunale di Trieste per il recupero del credito vantato nei confronti dell'impresa individuale concessionaria”.

La vicenda

Nel luglio del 2015 il Comune di Trieste “aveva stipulato una concessione” per il bar sul Bastione Veneto, giudicato da molti turisti e triestini come la scorcio forse più bello sulla città. La durata del contratto tra il "Loft story" e l’amministrazione comunale era stata di poco meno di 16 mesi, contratto frutto anche di “un rinnovo ed un atto aggiuntivo”. Il canone di locazione, “previo versamento di idonea cauzione a garanzia”, era stato stabilito in circa 1000 euro al mese, cifra alla quale andavano aggiunti i “consumi relativi alle utenze”.

Le vie giudiziarie

Secondo il Comune di Trieste “alla conclusione del rapporto […] non risultano pagati alcuni canoni di concessione per il 2016” più le “somme riferite al rimborso forfetario dei consumi di energia elettrica per il periodo dal 19 giugno 2015 al 31 ottobre 2016”. L’aggiudicazione definitiva era arrivata il giorno precedente. I tentativi di recupero del credito da parte dell’amministrazione comunale sarebbero “rimasti senza esito alcuno” e per questo, il Comune ha ritenuto opportuno perseguire vie “giudiziarie”. La delibera della Giunta, che sottolinea come i presunti 800 euro di spese legali per il procedimento “faranno carico alla dotazione di cui alla determinazione dirigenziale”, indica quindi l’avvocatura civica come rappresentante e difensore dell’amministrazione.  

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