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Venerdì, 24 Maggio 2024
Festa della liberazione

25 aprile, celebrazioni all'insegna dell'ordine e della compostezza in Risiera

Le celebrazioni all'interno del monumento nazionale si sono svolte all'insegna della tranquillità, con il pubblico presente, finalmente di nuovo numeroso, composto e rispettoso del luogo. Piccola contestazione nei confronti di Dipiazza che non ha citato nel suo discorso la parola "antifascismo". Fuori dalla Risiera il corteo non autorizzato degli antagonisti

TRIESTE - Una cerimonia senza grandi polemiche quella che si è svolta questa mattina all'interno del monunemto nazionale della Risiera di San Sabba per celebrare i settantanove anni della liberazione del Paese dal nazifascismo. Unico accenno di protesta è avvenuto dopo il discorso del sindaco Roberto Dipiazza, che ha parlato di resistenza come "azione di forze diverse, non solo di una parte, unite in uno slancio di libertà, nella voglia di ripartire verso un futuro più felice e più giusto per tutti": subito dopo la conclusione con il sindaco che ha esclamato "viva la libertà, viva la Costituzione, viva la Repubblica italiana", una voce nel pubblico, sempre composto durante la cerimonia, ha esclamato a viva voce "viva l'antifascismo". Un gesto a cui è seguito un fragoroso applauso e cori "ora e sempre Resistenza". 

La cerimonia è iniziata con l'ingresso del gonfalone del Comune di Muggia, decorato con medaglia d'argento, a cui è seguito quello del Comune di Trieste, decorato con medaglia d'oro. Dopo di che sono state deposte delle corone di alloro da parte del presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, del prefetto di Trieste, Pietro Signoriello, e del sindaco Dipiazza, è iniziata la cerimonia solenne. Alla presenza di autorità civili, militari e religiose, sono poi state deposte altre corone da parte di gruppi e associazioni. Dopo i discorsi tenuti dalle istituzioni, dal sindacato edalle associazioni, è stata la volta delle celebrazioni religiose: presenti, tra gli altri il vescovo di Trieste, Enrico Trevisi, il rabbino Alexander Meloni, padre Rasko Radovic per la chiesa serbo-ortodossa, l'archimandrita Grigorius Miliaris per la chiesa greco-ortodossa, Peter Ciaccio per la chiesa protestante. Presente l'imam Akram Omar. A chiudere la mattinata in Risiera il coro partigiano triestino Pinko Tomažič - Tržaški partizanski pevski zbor. Oltre le mura del campo di concentramento e sterminio si udivano esplosione di petardi e i cori del corteo partito da campo San Giacomo, giunto davanti al'ingresso della risiera con le forze dell'ordine in assetto antisommossa. Fortunatamente, nonostante le previsioni della vigilia fossero fosche, tenuto anche conto di quanto accadutto lo scorso anno, non è successo nulla di grave.

Nella notte, come abbiamo anticipato, è stato imbrattato il monumento ai caduti nella guerra di Liberazione di Servola, Sant'Anna e Coloncovez: la segretaria del Pd Maria Luisa Paglia ha chiesto alle istituzioni di fare "tuttoil possibile per individuare i responsabili di questo gesto e di assicurarli alla giustizia".

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