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Centri estivi con limitazioni e scuole chiuse: la manifestazione in piazza Unità

Un comitato composto da genitori, insegnanti, educatori, medici, avvocati organizza una manifestazione, sabato 20 giugno in piazza Unità, per protestare contro le restrizioni igienico - sanitarie in vigore nei centri estivi e quelle che potrebbero venir applicate da settembre con la riapertura delle scuole

Un comitato composto da genitori, insegnanti, educatori, medici, avvocati organizza una manifestazione, sabato 20 giugno dalle 9:30 alle 12:30 in piazza Unità per protestare contro le restrizioni igienico - sanitarie in vigore nei centri estivi e quelle che potrebbero venir applicate da settembre con la riapertura delle scuole. L'iniziativa "nasce spontaneamente da un gruppo di genitori, senza alcuna bandiera politica", spiegano gli organizzatori. A questo gruppo di genitori si sono uniti altri movimenti, come il "movimento contro ogni violenza sulle donne", che sarà presente. Saranno raccolte firme nell'ambito di una petizione volta a chiedere "una scuola libera". Riceviamo e pubblichiamo il comunicato.

Genitori, insegnanti, educatori, medici, avvocati: tutti uniti per dire NO ad una scuola che separa, distanzia, rischia di far paura. NO a un possibile rientro a settembre con mascherine, visiere o altro sistema limitante e isolante. Diciamo NO già adesso, con i Centri Estivi ridotti all’osso nei numeri, bambini divisi in piccoli gruppi, separati dagli altri, con mascherine da usare anche all’aperto, con il caldo e sole che sta arrivando. Anche se le indicazioni sono di usare la mascherina SOLO SE non si garantisce la distanza, ma come si fa ad impedire ai bambini di avvicinarsi? Dobbiamo educarli in questo modo? A rimanere isolati, senza contatti umani, con la paura del proprio amico? I bambini, i meno colpiti dal virus, sono quelli che stanno pagando conseguenze tra le più care. Mentre il resto d’Europa è tornato sui banchi di scuola, molti senza mascherine, i nostri figli sono stati costretti a rimanere isolati, senza amici, senza parchi gioco. I danni, le difficoltà, la sofferenza imposta ai nostri figli in questi mesi doveva trovare immediato sollievo.

Invece a loro ora chiediamo ancora di “giocare e stare insieme”, ma lontani dagli altri e con bocca schermata, soli nel gruppo. Una contraddizione che rischia di aumentare i problemi, anziché risolverli. Non può essere questa la soluzione. Anche a fronte del continuo calo dei numeri riguardo all’epidemia. La vita dei nostri bambini e ragazzi deve riprendere la sua normalità al più presto. Lo dicono tanti medici, lo dicono gli insegnanti, lo dicono tanti genitori: i bambini devono tornare a vivere. Saremo in piazza Unità sabato 20 giugno. Altre manifestazioni sono già in programma in tutta Italia. Con noi avremo l’avvocato Devetag e il dott. Franchi. Ma non solo. Le voci saranno tante. Ci faremo sentire. A questo gruppo di genitori si sono uniti altri movimenti, come il movimento contro ogni violenza sulle donne, che sarà presente.

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