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Un anno dopo

Morte di don Di Piazza un anno dopo, il triestino don Paolo: "Continuiamo ad accogliere"

Don Paolo Iannaccone dirige il centro Balducci di Zugliano, per molto tempo gestito da Pierluigi Di Piazza. "È stato un anno molto doloroso, ma non abbiamo mai smesso di accogliere"

UDINE - «È stato un anno molto doloroso, in parte ci si è sentiti orfani perché non è mai facile superare la morte di una persona cara, cui hai voluto bene e continui a volerne. Se poi questa è una persona carismatica come lo è stata Pierluigi...». Le parole, nel primo anniversario della morte di don Pierluigi Di Piazza, sono quelle del triestino don Paolo Iannaccone, presidente del Centro Balducci di Zugliano. «Si può ben dire - così don Paolo come riportano i colleghi di Udine Today - che la grande sfida per chi resta, per centinaia di persone volontarie, socie e chi è stato toccato in mille modi dalla vita di Pierluigi, è diventare suoi degni eredi. Questo l’impegno che con coerenza vogliamo portare avanti».

Il Centro Balducci

Il centro fondato nel 1989 proprio da Di Piazza, continua costante la sua attività, non solo di accoglienza, ma anche culturale. «Il Balducci non ha mai smesso di svolgere le sue funzioni: in questo momento sono accolte 50 persone, 25 in accordo con la Prefettura per l'emergenza ucraina e 25 provenienti da altri paesi, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Etiopia, Ghana, Nigeria, Sudan e Camerun, in piena solidarietà ed esclusivamente con le offerte. Persone arrivate qui attraverso corridoi umanitari e rotta balcanica. Qui non mancherà mai l'accoglienza a 360 gradi». 

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