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Martedì, 5 Marzo 2024
Ancora cronaca

Ancora violenze contro sanitari, aggrediti due infermieri del Centro di salute mentale

I sindacati Fials, Cgil e Cisl denunciano due gravi episodi, avvenuti il 5 e 6 gennaio. "E' intollerabile, non è possibile che chi svolge il proprio lavoro rischi quotidianamente di subire aggressioni. Le manifestazioni di aggressività verso gli operatori sanitari stanno assumendo dei contorni sempre più preoccupanti"

TRIESTE - Ancora aggressioni nei confronti di operatori sanitari. Questa volta non c'entra il pronto soccorso dell'ospedale di Cattinara, bensì la struttura del Centro di Salute Mentale di via Gambini, a Trieste. Fials, Cgil e Cisl denunciano due episodi avvenuti, rispettivamente, il 5 e 6 gennaio scorsi e diffondono una lunga lista di richieste, tra cui l'applicazione delle disposizioni di legge in materia di sicurezza per gli operatori sanitari. Un operatore è stato portato al pronto soccorso, dove gli sono stati riconosciuti otto giorni di infortunio. 

Le richieste sindacali

"Il personale - scrivono i sindacati - è il vero patrimonio delle aziende, un capitale che dev'essere salvaguardato sempre". Per questo motivo le sigle chiedono "la condivisione di protocolli operativi fra le aziende sanitarie e le forze dell’ordine, la riattivazione negli ospedali dei posti fissi di polizia, l’attivazione di una linea telefonica diretta con le forze dell'ordine, l’adozione di dispositivi di sicurezza attiva, ad esempio sistemi che attivino degli allarmi sonori, o fornire agli operatori in prima linea di bodycam o altri strumenti tecnologici". Inoltre, i sindacati chiedono "l’installazione di impianti di video sorveglianza, l’adeguamento delle strutture e dei locali, al fine di garantire agli operatori sanitari la massima sicurezza operativa e dei corsi di formazione specifica con esperti del settore". 

I due episodi

Il 5 gennaio un utente del Csm, durante la distribuzione della terapia, improvvisamente "inveisce verbalmente e fisicamente verso l'operatrice, tutto senza alcun apparente motivo". Intervengon altri operatori ma l'uomo "aggredisce nuovamente chi tentava di aiutarlo". Nell'occasione volano offese e minacce di morte verso gli operatori. Un'infermiera è stata "spinta contro il muro procurandole un trauma alla spalla e alla mano". Il secondo episodio avviene il giorno seguente. Questa volta la scena è altrettanto violenta. E l'ora di pranzo e "un ragazzo seguito dal Csm" entra in cucina, dove è in corso il passaggio di consegne tra il turno mattutino e quello pomeridiano. L'uomo inveisce "con inaudita violenza" contro gli operatori e colpisce un infermiere al volto "con diversi pugni, poi alla spalla destra, allo stomaco e agli arti inferiori". 

"Intollerabile"

"Riteniamo tutto ciò intollerabile - concludono i sindacati -, non è possibile che chi svolge il proprio lavoro di assistenza e di cura rischi quotidianamente di subire aggressioni verbali o peggio ancora fisiche. Le manifestazioni di aggressività verso gli operatori sanitari stanno assumendo dei contorni sempre più preoccupanti. Il personale di tutte le strutture aziendali dev'essere messo nelle condizioni di poter svolgere le proprie attività senza il timore di essere aggredito".  

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