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Cesare Cremonini, oltre 4000 persone al PalaTrieste: «Città magica»

Oltre 4 mila persone hanno preso d’assalto il PalaTrieste per la tappa del “Più che logico tour”, nuova tournee di Cesare Cremonini. Già due ore prima del concerto si sono formate lunghe code fuori dal Palazzetto da parte dei fans desiderosi di stare più davanti possibile al palco

Oltre 4000 persone hanno preso d’assalto il PalaTrieste per la tappa triestina del “Più che logico tour”, nuova tournee di Cesare Cremonini. Già due ore prima del concerto si sono formate lunghe file fuori dal Palazzetto da parte dei fans desiderosi di stare più davanti possibile al palco, a diretto contatto con il proprio beniamino. Durante lo show, il cantante ha cambiato più volte giacca (stesso modello ma di colore diverso).

Lo spettacolo comprendeva  l’esecuzione di 21 canzoni: inizio con “Lost in week-end” (novità di questo nuovo tour) e conclusione con l’ormai storica “Un giorno migliore”, incisa nel periodo in cui faceva parte dei “Lunapop”.

Cremonini si è dimostrato molto dinamico e a suo agio sul palco, da ottimo padrone di casa. A metà concerto il pianoforte è stato posizionato sulla passerella, usato nel corso della seconda parte dal cantante stesso per accompagnare la sua voce. Grande successo finale: menzione particolare per l’esecuzione di “50 Special” con il pubblico letteralmente in delirio

«Il tour – spiega Cesare -  è nato dalla voglia ampliare ulteriormente il successo della precedente tournee del “Logico tour 2014”. Io e la mia band veniamo da un’esperienza live dell’anno scorso con 15 sold-out che ci hanno lasciato un ricordo indimenticabile e volevamo giocarci il secondo tempo di quella partita che stavamo vincendo in un modo ancora più spettacolare, alzando ulteriormente l’asticella. Proprio per questo motivo ci siamo impegnati molto, lavorando a luglio con grande attenzione per riuscire in questo intento. Ad oggi, con la tournee che progressivamente sta giungendo al termine, posiamo dire che le cose siano andate esattamente come volevamo qualche mese fa. Siamo estremamente contenti di questo: abbiamo rinnovato la scaletta, rinnovato il palco. Abbiamo inoltre arrangiato alcune canzoni non proposte da molto tempo, sperimentando molto e creato uno spettacolo che lascerà una bella eredità per il futuro».

«L’attuale tour si può definire - continua il cantante – “Il Logico Tour” nella sua  versione 3.0. Una delle differenze principali rispetto all’anno scorso è che non mi comporto solamente da cantante assieme alla mia band proponendo al pubblico una lista di canzoni, ma faccio il vero e proprio show-man perché all’interno dello spettacolo ci sono dei momenti in cui io interloquisco direttamente con i fans, ad esempio c’è uno spazio molto ricreativo e divertente in cui riproponiamo al pubblico l’idea del jazz club in un contesto così grande e così ampio come il Palasport, scelta piuttosto rischiosa ma che è venuta benissimo: è un momento in cui sono estremamente vicino al pubblico, c’è grande condivisione e vicinanza. In più ci sono alcune canzoni come “Maggese”, “Le tue parole fanno male” che non eseguivamo da più di dieci anni sul palco e per noi rappresentano delle fasi storiche, dei momenti di passaggio cruciali della mia carriera. In più siamo riusciti a mixare la parte più elettronica che sto proponendo recentemente con pezzi come “Logico#1”, “Lost in week-end” a pezzi più storici come “Marmellata”, “50 special” che avevano nel pop-rock la loro fonte di ispirazione».

Per quanto concerne il rapporto con la città, Cesare afferma che «a Trieste ci vengo sin da piccolo in quanto alcuni amici hanno una piccola casetta proprio qui ed in più durante i diversi tour organizzati mi sono sempre fermato e complimentato con le persone che ci vivono e sono anche un po’ invidioso per quanto è bella Trieste. Io vivo a Bologna che è bellissima, ma la città giuliana ha una marcia in più, forse sarà per il mare, sarà per la gioventù, sarà per la qualità della vita in città, ma noi abbiamo tanto da imparare da qui. In più c’è una musica tradizionale molto sentita ed apprezzata sia dalla popolazione più adulta ma anche da quella più giovane».

«Dopo la tournee dedicherò un periodo alla costruzione del mio nuovo lavoro discografico, – conclude il cantante bolognese – un disco che sappia raccogliere l’eredità di quello che ho fatto in questo anno, che sottolineo è stato tantissimo e che probabilmente sarà il disco più importante della mia carriera e quindi vorrei fosse anche il più bello».

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