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Cgil: "Da Dipiazza annunci insensati su campus all'ex caserma di via Rossetti"

Piga: "Concentrare tutti gli istituti superiori in un singolo luogo genera più problemi che soluzioni, sia per il depauperamento dei rioni dove tali istituti trovano collocazione sia per il sovraccarico di traffico"

La Cgil di Trieste esprime parere contrario sull'idea del sindaco Dipiazza di concentrare le scuole superiori nel futuro campus di via Rossetti, e ritiene che "la città abbia bisogno di una politica basata sulla programmazione, il confronto e la valorizzazione dei lavoratori e delle imprese del territorio. A questo proposito, dichiarazioni come quelle formulate l'altro ieri dal Sindaco Dipiazza in merito alla creazione di un unico polo scolastico situato nell’ex Caserma di via Rossetti fanno intravedere il solito copione fatto di proposte roboanti assolutamente prive di basi concrete. I finanziamenti destinati all’edilizia scolastica devono essere utilizzati nel minor tempo possibile per dare risposta a problemi storici: sono necessarie importanti operazioni di bonifica, ristrutturazione e manutenzione delle strutture del territorio".

Il problema dei rioni

"L’idea di concentrare tutti gli istituti superiori in un singolo luogo - sostiene il Segretario Generale della Cgil
Michele Piga - genera più problemi che soluzioni a partire dal depauperamento economico e della vitalità dei rioni dove già tali istituti trovano collocazione. Rioni che oggi hanno bisogno di un serio rilancio economico e sociale frutto di processi partecipativi. La spesa dovrebbe comportare il coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti ed è tutta da definire. Per l’opera complessiva si parla di una spesa di circa 60 milioni di euro e sarebbe coperta solo in parte da contributi regionali e vendite di patrimonio delle scuole dismesse, con tempi lunghissimi riguardanti aspetti burocratici e per progettazioni".

Ottimizzare gli investimenti

"La quasi totalità dei fondi - spiega ancora l'esponente della Cgil -, come spesso avviene nelle cosiddette grandi opere, non sono destinati alle imprese del territorio. Sarebbe opportuno ottimizzare gli investimenti già realizzati, considerando che il comparto edile a Trieste cresce molto meno del resto della regione. Un altro problema riguarda il congestionamento che verrebbe a verificarsi negli orari di entrata e uscita dal polo scolastico: si calcola che, se una buona parte degli studenti e del personale scolastico utilizzassero il trasporto pubblico, si formerebbe una coda di un chilometro, per un totale di 70 autobus per trasportare ogni giorno 5000 persone in un quarto d’ora".

“In questa complicatissima fase economica e sociale la città ha bisogno di scelte trasparenti per ottimizzare gli investimenti attraverso un confronto con le parti sociali ed economiche per un progetto condiviso di città – conclude – Ogni progetto di rilancio deve partire dalla valorizzazione del lavoro”.

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