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Maltrattamenti sui bambini, CGIL FP: "No alle telecamere nelle scuole"

"Il rimedio del 'grande fratello' mette una pezza a posteriori e non previene un problema, lo riprende a cose fatte. Rischia solo di aumentare un clima di diffidenza verso i servizi educativi e compromettere il rapporto di fiducia ed alleanza educativa con le famiglie"

Interviene la CGIL FP sul recente caso di maltrattamenti sui bambini da parte di tre educatrici. In particolare Serena Miniussi, della segreteria provinciale, esprime "sdegno e rabbia per questi fatti gravi che colpiscono la parte più vulnerabile della nostra comunità, i nostri piccoli. Episodi di questo genere, doverosamente giunti a giudizio, rischiano di minare nelle famiglie e nell'opinione pubblica la fiducia ed il patto educativo che è l'essenza stessa dei servizi educativi".

Le telecamere

Secondo Miniussi "Da più parti si invoca la necessità di dotare i servizi educativi di telecamere. Si parla di «videocamere a circuito chiuso» le cui registrazioni saranno «visibili, dopo denuncia, solo dalle forze di polizia» e siamo convinti che questa è una soluzione semplicistica, una tecnica che mette una pezza “a posteriori” e che non risolve un problema dove c'è, né lo previene, lo riprende a cose fatte. I nostri lavoratori non hanno nulla da nascondere, qui non si parla di temere o meno le telecamere, ma il rimedio del “grande fratello” rischia solo di aumentare un clima di generale diffidenza verso i servizi educativi e compromettere il fondante rapporto di fiducia ed alleanza educativa con le famiglie".

La prevenzione

La linea sostenuta dall'esponente del sindacato è quella della prevenzione: "Si pensi ad esempio a rafforzare il rapporto numerico educatore bambino e le tempestive supplenze, si accetti la proposta di aumentare il numero dei coordinatori pedagogici per consolidare i percorsi di equipe, per garantire le condizioni di confronto, verifica, controllo e coordinamento, per dar voce e valore alla professionalità di una categoria che è risorsa e pone attenzione alle continue e complesse necessità di un'utenza sensibile primo specchio di una società in continuo mutamento".

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