Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

CGIL: «Procedere bonifica amianto definitiva di tutte le caserme»

È quanto afferma in una nota la NCCdL CGIL Trieste

«Consapevole che la sensibilità di questo territorio sulla questione amianto non è direttamente proporzionale ai drammatici effetti che ha prodotto in termini di esposizione e decessi, con particolare riferimento ai lavoratori che hanno operato nei settori in cui la fibra veniva utilizzata in misura considerevole ( portualità, attività marittima, meccanica navale, petrolchimica e industriale), la Segreteria della CGIL di Trieste ha osservato molto positivamente l’operato della propria struttura sindacale dei lavoratori di Polizia (SILP CGIL ) in merito alla presenza della fibra nelle opere civili della Polizia di Stato». 

È quanto afferma in una nota la NCCdL CGIL Trieste.

«Con un lavoro sindacale considerevole - continua la nota -  e mai “attenzionato” con la dovuta tempestività dalla dirigenza della Polizia di Stato di questo territorio ha insistentemente chiesto il necessario lavoro di analisi dei manufatti, non solo a tutela delle lavoratrici e lavoratori della Polizia di Stato ma anche in ragione della presenza di personale civile e di cittadini che quotidianamente si recano nelle caserme distribuite sul territorio».

«A fronte di relazioni sindacali ridotte - continua - al lumicino, presumibilmente determinate dalla corretta insistenza da parte del RLS e dalla Segreteria del SILP CGIL, la Segreteria della CGIL di Trieste ha chiesto un incontro con il Questore per poter dirimere la questione in termini positivi e per ristabilire le corrette relazioni sindacali, in particolare tra il rappresentate dei  lavoratori e la struttura dedicata al servizio prevenzione e protezione, peraltro descritte in maniera precisa dalla legge 81/08».

«L’incontro - spiega il sindacato, che si è svolto alla presenza del Vicario in concomitanza con il cambio del Questore, aveva prodotto risultati apprezzabili in merito a 3 punti che le Segreterie della CGIL e del SILP avevano posto:

1. Analisi in tutte le caserme ( costruite ante ‘92 ) sulla qualità dell’aria e verifica sui materiali
riconducibili alla fibra;
2. Programmazione degli interventi per la messa in sicurezza dei manufatti.
3. Programmazione degli interventi  per la   bonifica in base a priorità determinate dalla compromissione strutturale degli stessi
».

«Al termine dell’incontro - continua la nota -  è stata richiesta la formalizzazione degli impegni per la verifica futura degli adempimenti individuati a tutela della salute e sicurezza degli operatori di Polizia e dei cittadini. A quel incontro, purtroppo, è seguita una lettera scarna, indirizzata anche alle strutture sindacali di categoria, che solo in parte risponde alle esigenze sopra descritte in quanto non assume la generalità di intervento che l’argomento imporrebbe. È indispensabile, a nostro giudizio, che sia fatta una valutazione complessiva di tutte le caserme del territorio costruite in epoca antecedente la messa al bando della fibra e un adeguata interventistica strutturale per la bonifica definitiva (ci risulta l’accertata presenza di amianto nel complesso di San Sabba e al Commissariato di Rozzol Melara»)».

«Riteniamo utile evidenziare - conclude il sindacato - che sia prioritario indirizzare le risorse sul patrimonio esistente piuttosto che su interventi ex novo in nome del recupero degli spazi esistenti che altrimenti rischierebbero di lasciare problemi ambientali e di salute pubblica pro futuro. Crediamo inoltre che debbano essere le Istituzioni a tracciare i percorsi virtuosi che facciano da esempio ai cittadini su un problema pervasivo come quello dell’amianto che ancora questo territorio non sembra affrontare adeguatamente».

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