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Chemioterapia, Camber (FI): «Sì al casco "salva capelli" negli ospedali»

Una mozione per autorizzare l'Azienda Zero e le strutture ospedaliere che ne fanno richiesta ad acquistare o acquisire l’innovativa attrezzatura che limita la caduta dei capelli nelle terapie anticancro

Non perdere i capelli durante la chemioterapia è possibile: tramite il cosiddetto casco refrigerante o “casco salva capelli”. Un supporto innovativo che è presente in pochissimi ospedali in Italia (se ne contavano appena 7 nel 2017), e grazie all'impegno e al lavoro della LILT è presente anche a Trieste con due postazioni.  Il consigliere regionale Piero Camber (FI) ha oggi firmato una mozione per “autorizzare l'Azienda Zero e le strutture ospedaliere che ne fanno richiesta ad acquistare o acquisire l’innovativa attrezzatura del casco”.

Il casco

L'attrezzatura in questione permette ai pazienti sottoposti ad uno o più cicli di chemioterapia di limitare la caduta dei capelli, attraverso il refrigeramento del cuoio capelluto prima, durante e dopo i farmaci anticancro. Anche l'ospedale di Latisana, grazie al lodevole lavoro di una quindicina di associazioni benefiche, può vantare l'uso di questo dispositivo in grado di restituire dignità e fornire un grande conforto a livello psicologico a chi deve affrontare un durissimo percorso di cura. Vista l'incidenza ancora alta delle patologie tumorali in Friuli Venezia Giulia e vista la soddisfazione espressa da ASUITS sull'efficacia del casco (nel 60% dei casi si limita significativamente la caduta dei capelli), il consigliere Camber ritiene di fondamentale importanza non solo portare la questione in consiglio, ma sensibilizzare anche la cittadinanza a supportare le associazioni benefiche affinché, in un lavoro sinergico con le istituzioni, rendano ancora più capillare la diffusione di questa apparecchiatura.

Un dispositivo molto richiesto

Diversi pazienti arrivano dal Veneto nella nostra regione per beneficiare di queste cure, in un territorio che, purtroppo, presenta ancora un elevato tasso di patologie oncologiche, sia per l'elevata età media sia per fattori esogeni. Stando ai feedback raccolti da Camber, le due postazioni operanti a Trieste funzionano ma la situazione sarebbe ottimale aggiungendone almeno altre due. “La chemioterapia  - aggiunge il consigliere forzista - resta ancora oggi una delle strategie più efficaci nella lotta ai tumori e molto si può fare oggi per prevenire o arginare gli effetti collaterali, evitando così di aggiungere un’angoscia a un evento, quello della malattia, già di per sé tragico”.

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