Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Chiusura dell'Etnoblog, i Lavoratori: «Famiglie Improvvisamente senza Reddito»

«Non possiamo credere che l'opinione pubblica non prenda una posizione» Lo scorso 20 gennaio i locali dell'Etnoblog, in riva Traiana, sono stati posti sotto sequestro (clicca per leggere l'articolo). Pochi minuti fa, sulla pagina Facebook...

«Non possiamo credere che l'opinione pubblica non prenda una posizione»

Lo scorso 20 gennaio i locali dell'Etnoblog, in riva Traiana, sono stati posti sotto sequestro (clicca per leggere l'articolo). Pochi minuti fa, sulla pagina Facebook dell'Associazione culturale, centro di aggregazione giovanile, sala concerti, è stata pubblicato un post: «Con molto piacere condividiamo la lettera che ci hanno inviato i dipendenti e i collaboratori in merito alle ultime vicende».

Gentili tutti,
vorremmo sottoporre alla Vostra attenzione le riflessioni dei dipendenti e collaboratori dell'Associazione Interculturale Etnoblog in seguito ai fatti accaduti lo scorso 18 gennaio 2014, che hanno visto il sequestro del circolo da parte delle forze dell'ordine a causa del problema relativo alla capienza. Seppur non entrando nel merito delle motivazioni che hanno portato alla chiusura forzata, intendiamo, attraverso questo comunicato, far presente come questa azione si ripercuota pesantemente sul lavoro di alcuni dei dipendenti, portando all'interruzione di diverse attività. Come dichiarato dal direttivo dell'associazione stessa tramite un comunicato stampa, il completamento del processo per l'adeguamento della capienza attendeva solo che l'iter burocratico fosse portato a compimento. Pertanto, ci pare impossibile che in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, si blocchi, a causa di una questione burocratica, un'attività lavorativa che impiega regolarmente numerose persone.

Oltretutto, non possiamo credere che l'opinione pubblica non prenda una ferma posizione dinnanzi al fatto che i lavoratori (e in alcuni casi famiglie intere) si ritrovino improvvisamente senza reddito per un problema che ai nostri occhi appare di facile risoluzione. Ci teniamo a specificare che l'Associazione Etnoblog, della quale facciamo parte e della quale siamo dipendenti e collaboratori, non si occupa solo di organizzare serate musicali e di intrattenimento ma lavora per la realizzazione di numerosi progetti a sfondo sociale, affiancata dalle stesse istituzioni. Progetti proposti e attuati dall'Associazione che intervengono direttamente nelle aree sociali più svantaggiate e quindi di difficile trattazione e, proprio per questo, meno visibili agli occhi dell'opinione pubblica.

I temi trattati sono di forte interesse sociale, abbracciano aspetti del disagio molto diversi ma che hanno come fulcro la persona e il contesto sociale nel quale è inserita: le donne, gli adolescenti, i senzatetto, gli immigrati, rappresentano alcune delle categorie raggiunte dagli interventi messi in atto in quasi dieci anni di attività. Ne è un esempio l'impegno attivo nella lotta contro il fenomeno della tratta di esseri umani a sfondo sessuale, l'accattonaggio forzato e lo sfruttamento lavorativo.

Inoltre, recentemente, Etnoblog ha risposto prontamente alla richiesta di accoglienza di persone senza fissa dimora, rendendosi parte attiva nella fornitura di alloggi e sostentamento ai senzatetto. L'associazione è anche parte integrante e promotrice di iniziative diventate ormai un punto di riferimento per il territorio triestino, progetti che ormai da anni si occupano di riduzione del danno e prevenzione per l'uso e abuso di alcol e droghe tra i più giovani. Attraverso la consolidata collaborazione con realtà organizzative del territorio e partenariati a livello locale, nazionale e europeo, si organizzano tra le varie cose, eventi alcool-free, incontri di sensibilizzazione sulla prevenzione di malattie sessuali e altre iniziative volte a raggiungere un target giovanissimo.

Le iniziative sopra descritte trovano un forte riconoscimento nel circolo e quindi nel locale che ora è inaccessibile, quindi la condizione di stallo e incertezza che ci troviamo a fronteggiare incide notevolmente sul seguito di molte attività che interessano gran parte della realtà giovanile di Trieste. Il circolo è un punto di incontro e di intrattenimento per ragazzi/e provenienti anche da fuori città, in un territorio che di certo non può essere considerato a misura dei giovani.

Allo stesso tempo, il lavoro che si cela dietro l'immagine spesso discussa del locale è importante per lo sviluppo sociale, intellettuale di un territorio crocevia di popoli e culture e quindi aperto al confronto e all'incontro. L'Associazione e il suo direttivo non ci hanno offerto solo un lavoro ma una vera e propria formazione e crescita professionale. Viviamo dei rapporti personali e lavorativi sereni perché ci troviamo in un ambiente famigliare, condizione non propriamente comune nel mondo lavorativo di oggigiorno. Le possibilità di cui si sente sempre parlare come fossero entità astratte, e che in questo momento storico mancano, in un ambiente come Etnoblog sono concrete e tangibili; figure professionali qualificate coabitano impegnando concretamente la propria esperienza acquisita sul campo o sui banchi di scuola e università.

Siamo molto amareggiati nel riscontrare che, invece di sfruttare un luogo fisico così ben identificato per promuovere la formazione dei giovani, si perpetui un accanimento incomprensibile contro il circolo e le sue iniziative, che comporta inevitabilmente anche la perdita di posti di lavoro. Sarebbe forse più proficuo tessere una rete stabile di collaborazioni al fine di offrire opportunità formative e di aggregazione per diversi target, a maggior ragione in un momento in cui siamo tutti chiamati a metterci in gioco in prima persona per risollevarci dalla crisi. Parlando a nome dei giovani e facendone parte, vogliamo una città aperta: al confronto, alle opportunità e al dialogo, il lavoro quotidiano dell'Associazione dimostra che ci adoperiamo per questo.

Pertanto chiediamo l'apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni cittadine, per la quale offriamo la nostra pronta e completa partecipazione. L'obiettivo è giungere a soluzioni veloci che permettano di ritornare operativi in tempi brevi e che restituiscano il circolo ai suoi soci e a quelli che lo diventeranno.

Ringraziando chi ha voluto ascoltare il punto di vista di noi lavoratori e soci, speriamo che questa dichiarazione rappresenti lo spunto per una riflessione partecipata e propositiva.

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