Chiude l'help center per i senzatetto alla stazione centrale

Contrario il centrosinistra e l'associazione Linea d'ombra, che effettua assistenza ai migranti: "Scelta irrazionale, era un punto di riferimento per persone senza fissa dimora e migranti"

L’associazione Linea d’ombra assiste i migranti davanti all’help center

Il Comune chiude l'Help center per i senza fissa dimora presso la Stazione di Trieste. Viene quindi 'bocciata' dalla maggioranza in Consiglio Comunale la mozione del centrosinistra che chiedeva di mantenere in funzione il punto informativo. La mozione era stata firmata da Sabrina Morena (Open Fvg), Valentina Repini, Fabiana Martini, Laura Famulari (Pd), Antonella Grim (Italia viva) e Maria Teresa Bassa Poropat (Cittadini). Per le consigliere, la decisione del Comune "è segno di miopia politica e organizzativa. La mozione andava nella direzione di mantenere questo punto importante di riferimento dove le persone venivano smistate per l'accoglienza nei dormitori e per altri servizi sanitari, ripensandone le modalità di gestione alla luce dell'esperienza dove venivano smistati".

Il centrosinistra: "Inutile l'unità mobile"

"Non crediamo - continuano - che un'unità mobile prevista dall' Assessore Grilli consentirà di intercettare tutti i bisogni delle persone in difficoltà in tempo di crisi pandemica, mentre la chiusura del centro potrebbe causare non pochi problemi di sicurezza e di salute dei cittadini e dei senza dimora".

Interviene anche la consigliera circoscrizionale del Pd Luisa Paglia, che spiega "Alla domanda di attualità presentata dalla consigliera Repini del Pd per chiedere il motivo di questa sospensione, è stato risposto che uno dei motivi è stato che il servizio non riusciva a garantire il dovuto distanziamento e sicurezza. Come dire, ci sono troppi malati, chiudiamo l’ospedale".

Linea d'ombra: "Scelta irrazionale"

Contraria alla chiusura anche l'associazione Linea d'ombra, secondo cui "i flussi di migranti dalla Rotta balcanica sono in costante aumento, si tratta di un fenomeno epocale che nessuna istituzione può controllare e, a dire il vero, nemmeno effettivamente vuole. Se attraverso accordi con la Slovenia per i respingimenti dei migranti – peraltro illegali, secondo la legge internazionale – si pensa di risolvere il problema, anche in termini di riduzione dell’afflusso nella provincia di Trieste, ci si sbaglia di grosso: tali accordi produrranno soltanto più confusione e sofferenza". Linea d'ombra spiega inoltre che "è in aumento il disagio per cittadini italiani e residenti rimasti privi di reddito o comunque in difficoltà per la crisi indotta dal Covid19; anche per loro l’Help center è stato un utile punto di coordinamento degli aiuti".

"La decisione del Comune - conclude l'associazione -, da cui l’Help center dipende, sembra irrazionale. Lo è certamente secondo la logica di una visione solidale della società e di una città di confine come Trieste, votata quindi a problematiche di accoglienza. Evidentemente, non lo è secondo un’altra logica, che mira a raccoglier consensi elettorali sulla
base del disagio sociale".

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