Cronaca

Chiusura del Silos, Roberti (LN): «Più che un ravvedimento, una boutade elettorale»

Il candidato sindaco Pierpaolo Roberti commenta in una nota stampa la decisione del sindaco Roberto Cosolini di chiudere il Silos: «Azione doverosa ma da compiere prima che Trieste si riempisse di quasi mille clandestini. Fallimentari politiche di accoglienza indiscriminata e diffusa promosse dal Partito Democratico»

«Il sindaco uscente tenta maldestramente di scimmiottare la Lega per fini elettorali». Nuovo duro affondo del candidato sindaco e segretario della Lega Nord Trieste Pierpaolo Roberti contro Roberto Cosolini sul tema dell'immigrazione. «Dopo averci a lungo tacciati di razzismo e allarmismo, il sindaco uscente ha deciso, guarda caso a pochi mesi dal voto, di scimmiottare la Lega chiudendo il Silos: un'iniziativa tanto doverosa per un Paese civile quanto tardiva - commenta Roberti -, che però non basta a spazzare sotto il tappeto anni di fallimentari politiche di accoglienza indiscriminata e diffusa promosse dal Partito Democratico e dai suoi alleati»

«Chiudere il Silos era infatti un'azione doverosa, ma da compiere ben prima che Trieste si riempisse di quasi mille clandestini; quanto invece all'appello volto alla ripartizione dell'onere di accoglienza, ricordo al sindaco uscente che, nel rispetto del Trattato di Dublino e degli accordi transfrontalieri, non serve smistare i migranti irregolari sul nostro territorio ma basterebbe riconsegnarli alla polizia slovena. Non possiamo inoltre ignorare che, in assenza di adeguati controlli ai confini e del blocco dei flussi, saremo inevitabilmente destinati a vivere "nuovi Silos" in città, e l'esempio del sottopassaggio della stazione appare già di suo sufficientemente eloquente».

«L'insipienza di questa amministrazione comunale ha invece fatto sì che la città sia passata dalla ventina di richiedenti asilo del 2011 agli oltre 950 di oggi: un dato che dovrebbe indurre a un serio esame di coscienza il Pd a ogni livello di governo, e che auspico non sia destinato a crescere in conseguenza dell'individuazione di un ulteriore gestore dei profughi voluto dalla Prefettura e dell'arrivo a Trieste del prefetto Porzio, moglie del Capo dipartimento per l'Immigrazione Morcone».

«L'iniziativa del sindaco uscente, guarda caso a 5 mesi dal voto, suona pertanto non come un ravvedimento bensì una boutade elettorale per tentare di rimanere aggrappato alla propria poltrona senza rinunciare a quel business milionario che si consuma sulla pelle dei migranti». «Non tema - conclude Roberti -, nessuno cadrà in questa ridicola trappola, sapendo che poi, una volta riconfermato, tornerebbe ad agire esattamente come ha fatto fino a oggi. L'amministrazione spari pure le sue ultime cartucce, perché il 12 giugno si sta avvicinando».

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