Cronaca Via Mazzini

Chiusura via Mazzini, USB: «Forte preoccupazione e perplessità sul provvedimento»

Lo rileva in una nota l'USB: «Destano apprensione modifiche alla viabilità e ai percorsi del trasporto pubblico cittadino, che sembrano stravolgere indicazioni presentate dal Sindacato di Base, condivise da Giunta e Consiglio comunale»

«USB esprime forte preoccupazione per gli annunciati provvedimenti che il Comune di Trieste intende effettuare alla viabilità cittadina – già a partire dalla giornata di sabato 16 maggio, fino alla giornata del 5 luglio. Detti provvedimenti – contenuti nella delibera di Giunta n° 183 dd. 8.5.15 - sono stati comunicati nei giorni scorsi alla Trieste Trasporti, che si accinge a renderli operativi già a partire dal prossimo fine settimana. Tutto ciò appare particolarmente grave in quanto il Comune di Trieste non ha ritenuto utile svolgere preventivamente alcun confronto con il Sindacato di Base, che già nel 2012 aveva partecipato alle fasi di stesura del Piano del traffico e che aveva presentato numerosissime richieste che andavano a rendere più sicuro e adeguato il servizio di trasporto pubblico cittadino». Lo rileva in una nota l'USB.

«In particolar modo – per USB - destano non poca apprensione le modifiche alla viabilità e ai percorsi del trasporto pubblico cittadino, che a prima vista sembrano stravolgere le indicazioni presentate dal Sindacato di Base e che a suo tempo erano state accolte e condivise dalla Giunta e dal Consiglio comunale. Risulta difficile comprendere la portata e il fine ultimo di un simile intervento che tendenzialmente si propone di rendere pedonale la via Mazzini – liberandola sì da transito dei bus, ma non dei taxi e dei mezzi commerciali che continueranno invece a transitarvi liberamente così come avveniva in precedenza. Non è certo questa la pedonalizzazione che in molti si attendevano dal Comune di Trieste. Tale tipo di intervento risulta discutibile anche dal punto di vista economico in quanto l’aumento notevole del numero di chilometri percorsi dai mezzi pubblici – sui nuovi percorsi - dovrà essere “pagato” dal Comune al gestore del servizio: Trieste trasporti».

«Tutto ciò - continua la nota - comporterà un disagio notevole per conducenti degli autobus, che subiranno un considerevole aumento dello stress dovuto principalmente alle rischiose manovre che dovranno essere effettuare soprattutto con i mezzi da 18 metri, ma anche per ilmancato adeguamento dei tempi di percorrenza delle linee, che rimarranno pressoché invariati, nonostante l’aumento notevole della lunghezza dei percorsi. Non si può neppure trascurare di sottolineare il considerevole aumento del rischio per i pedoni che su alcuni incroci – non adeguatamente protetti con paletti e catenelle - potrebbero venir travolti dai mezzi pubblici, a seguito della mancanza di visibilità del conducente durante le operazioni di svolta».

«Un disagio innegabile - spiegano - si verificherà pure per l’utenza che sarà costretta a subire la nuova sperimentazione che comporterà lamodifica dei percorsi delle linee e delle fermate, senza più alcuna garanzia di poter raggiungere in orario la propria destinazione. Anche la viabilità degli assi viari ne risentirà in termini negativi in quanto le dimensioni delle aree di fermata risultano ancora di dimensioni troppo ridotte e violano quanto previsto in proposito dal Codice della strada. I mezzi pubblici saranno quindi costretti asostare in mezzo alla careggiata con ulteriore appesantimento della fluidità veicolare, che su talune arterie potrebbe pure determinare il blocco totale della circolazione».

«USB - conclude la nota - si è già premurata di informare i rappresentanti dei gruppi politici presenti in Comune, con l’auspicio che la Giunta comunale voglia riconsiderare in maniera più prudente, le decisioni fin ora assunte, soprattutto al fine di evitare un probabile decadimento della sicurezza e della qualità del servizio di trasporto pubblico».

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