Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Barcola - Gretta / Viale Miramare

Runner si fa male in viale Miramare, la denuncia: "Ciclabile abbandonata da decenni"

La segnalazione è pervenuta in redazione a firma del lettore Moris Novello: "Il piede destro ha urtato contro un cerchio di metallo affiorante dal terreno, il sinistro è finito in una buca. È decoroso lo stato della ciclabile? E' giusto lasciarla così?"

Riceviamo dal lettore Moris Novello e pubblichiamo. 

Buon pomeriggio. Chiedo l'aiuto per sensibilizzare il Comune di Trieste, in maniera apolitica come faccio io, sullo stato della ciclabile di viale Miramare. Rispettando tutte le norme (palestre chiuse, divieto di allontanamento dall'abitazione usando l'auto, divieto pedonale in porto Vecchio..) per me e per moltissimi triestini è l'unico luogo dove poter fare attività sportiva. Domenica ho subito un serio infortunio. Correvo sul lato diverso dal mio solito, del quale conosco tutte le buche ed ostacoli a memoria. Il piede destro ha urtato contro un cerchio di metallo affiorante dal terreno,  il sinistro, puntato per stare in equilibrio, è finito in una buca. Risultato, emorragie e costole incrinate. 

Si cade correndo anche per imperizia o sfortuna, certo, ma in 15 anni come chilometri ho fatto di corsa più di due volte il giro del mondo, dappertutto, e tutte le cadute ed infortuni sono accadute, come per tanti miei amici della corsa, solo in quel percorso. Coincidenza? No. Da decenni è tutto un percorso di guerra, mai alcuna manutenzione. Sei anni fa mi sono rotto una spalla causa una buca che è ancora lì, nonostante mille segnalazioni, ed ha mandato tanti sportivi all'ospedale. Il sacco rotto che vedete per terra davanti al marciapiede, all'ingresso di una struttura comunale, ricordo anni fa bloccò la carrozzina della figlia d'amici miei all'epoca neonata. È ancora lì.

Più avanti, sotto il cavalcavia, l'asfalto per terra non esiste più da decenni, una buca continua e proprio lì il passaggio tra persone in senso contrario diventa impossibile. Pericolosissimi cartelloni pubblicitari metallici tolgono sicurezza, distanziamento, visibilità di chi sta arrivando. Per scendere dalla bici o per guardare chi sta arrivando per capire come scansarsi, si mette il piede nelle buche e si cade sul metallo o sulle sterpi. Lo vedo quotidianamente. Ho gareggiato in tantissime ciclabili in regione, in Italia e nel mondo e situazioni così le ho viste solo su Striscia la Notizia, mentre dal vivo solo nella mia città.

La corsia per i pedoni è inagibile da molti anni, così molti si mettono nella corsia bici con discussioni e rischi d'incidente non stop. Attualmente all'altezza della rotonda di porto Vecchio, dove la corsia pedonale è completamente distrutta, nella corsia bici penzolano da due mesi alberi e siepi piegati dal maltempo, (con tanti che vi hanno urtato contro). Per maltempo o per crescita delle piante, succede di frequente. Le buche, i dossi, il numero di amici che ho visto trasportati all'ospedale oramai sono impossibili da contare. Le transenne con la scritta "strada dissestata " (basta che il Comune le lasci lì in eterno per esimersi da responsabilità o da risarcimenti per le cure, se uno lì si fa male causa mancata manutenzione?) sono lì da decenni, addirittura abbandonati per terra metalli che molti anni fa reggevano transenne ora sparite.

Ripeto, finché dovremo convivere con l'aiuto emergenza Covid quel rettilineo sarà l'unica possibilità per far movimento, sport per migliaia di triestini e poi si continuerà ad usarlo avanti. È decoroso, è giusto lasciarlo così? Grazie a tutti dell'attenzione. 

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